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Dall’Ucraina al Fermano, l’arrivo dei 34 profughi: «Eravamo sempre sotto le bombe, siamo vivi ed è un miracolo» (Video)

SPERANZA - Ad andarli a prendere fino al confine tra Polonia e Ucraina, l'associazione Marche Magiche e Lauro Salvatelli. E questa mattina intorno alle 12 l'arrivo al porto di Porto San Giorgio dove sono stati sottoposti a tampone prima delle registrazioni in Questura e della ricollocazione. Tra loro anche 15 bambini, il più piccolo di soli 3 mesi. Lauro Salvatelli: «Abbiamo visto il terrore nei loro occhi». Il sindaco Nicola Loira: «L'Europa è la loro casa»
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I profughi ucraini arrivati nel Fermano

 

di Giorgio Fedeli

«Grazie, grazie, e ancora grazie. Qui è un Paradiso e voi siete angeli. Ci manca la nostra terra, la nostra Ucraina. Eravamo da mattina a sera sotto i bombardamenti. Non possiamo credere di essere ancora vivi, e la vostra bontà è incredibile». A parlare è Olena, uno dei 34 profughi arrivati oggi alle 12 nel Fermano, più precisamente al Pic Pesca del porto peschereccio di Porto San Giorgio, dove ad attenderli c’erano il sindaco Nicola Loira, la Protezione civile al gran completo, con in testa il coordinatore Luciano Pazzi, che ha sostenuto passo passo il viaggio dei profughi fino a coordinare oggi l’arrivo, il consigliere regionale Marco Marinangeli, l’assessore Christian De Luna e il delegato della prefettura per la Protezione civile, Francesco Lusek, oltre ai carabinieri con il tenente colonnello Gianluigi Di Pilato, ai sanitari dell’Asur e della Croce azzurra, e la Polizia locale con il vicecomandante Fabrizio Ferranti, insieme ad animatori con palloncini e bolle di sapone. Sì perché tra i 34 profughi arrivati al porto, dove sono stati sottoposti a tampone prima di prendere la strada dei collocamenti e dell’ospitalità, ci sono anche 15 bambini, il più piccolo di soli 3 mesi. Ad andarli a prendere fino ai confini con la guerra, in Polonia, l’associazione Marche Magiche con in testa Lauro Salvatelli. Dopo i controlli medici effettuati dal personale Asur e l’applicazione del protocollo antiCovid, il personale della Protezione civile sangiorgese e quello dell’associazione dei pescatori hanno allestito ed offerto loro il pranzo all’interno dei locali della struttura e provveduto alle prime necessità.

In 15, di cui 4 mamme, 9 bimbi e due ragazzi, saranno ospitati nei Cas individuati dalla prefettura nel Fermano. Gli altri saranno ospitati da privati cittadini. «Vengo da Kiev, quattro giorni fa ho lasciato la mia città – racconta Olena – per raggiungere la Polonia. Prima siamo saliti su un treno militare che ci ha portati a Leopoli. Da lì la Croce rossa ci ha portato alla frontiera con la Polonia, e da lì altra Croce rossa in un campo per rifugiati. In Ucraina ho lasciato mio marito e i miei genitori – racconta, straziata dal dolore, commossa, Olena – non possiamo credere che possa esistere questa bontà, che sia vero che ci avete aiutati, che siamo venuti fino a qui. Ci svegliavamo sotto le bombe e andavamo a dormire sotto le bombe. Vorremmo tornare a casa il prima possibile, quando quest’incubo sarà finito. Qui è il Paradiso».

«Li capiamo, abbiamo visto il loro dolore, lo abbiamo vissuto – racconta Lauro Salvatelli – erano terrorizzati, sono terrorizzati. E quindi comprensibile anche la diffidenza nel salire in un pullman di sconosciuti. Ringraziamo Natasha, la nostra interprete, ucraina anche lei, da 21 anni in Italia. Una settimana fa è andata al confine per prendere la mamma. Ed ora è tornata con noi per aiutarci. Abbiamo avuto una difficoltà nella difficoltà perché tra loro ci sono tre sorelle con 15 bambini. E abbiamo fatto in modo di non dividerli. Ci sono anche nonna, mamma e un bimbo di tre mesi, il più piccolo dei 34 profughi».

«Porto San Giorgio, l’Europa è casa vostra – le parole del sindaco Loira ad Olena e ai profughi – e speriamo che possiate tornare davvero presto nella vostra terra. E’ stato commovente accogliere i profughi, tra le vittime degli orrori che quotidianamente vediamo nella loro patria – ha detto il sindaco – Come Comune e Protezione civile, insieme alla stazione dei Carabinieri, abbiamo organizzato la prima accoglienza e l’accompagnamento nelle loro prossime destinazioni. Ringrazio il gruppo dei volontari guidati da Luciano Pazzi, Gerardo Fragoletti della ‘Casa del pescatore’ e tutti coloro che fin da subito si sono resi disponibili, così come le famiglie che accoglieranno i profughi, a dimostrazione del grande spirito solidaristico che anima da sempre la nostra città».

«Ci siamo adoperati per trovare, tramite i canali istituzionali, tramite la Prefettura – spiega il consigliere regionale Marco Marinangeli – una collocazione per loro. In 15 saranno ospitati nei Cas. Parliamo di quattro mamme, 9 bambini e due ragazzi. Gli altri saranno ospitati da famiglie».

«Questo viaggio mi ha insegnato, ci ha insegnato cosa sia la sofferenza – racconta Natasha, l’interprete – ho visto centinaia di persone soffrire. Ho visto gente piangere, straziata dal dolore, hanno lasciato tutto. Il cuore è straziato da una tristezza, da un dolore indescrivibili».

Il viaggio della speranza per i 34 profughi ucraini scappati dalla guerra è iniziato a bordo di un pullman Gt dell’associazione Marche Magiche, si diceva, partito da Porto San Giorgio tre giorni fa. Tra loro, tra i profughi, non ci sono uomini, restano in patria per combattere, ma solo mamme, bambini e nonne in cerca di un futuro migliore e di una sistemazione che, si spera, possa essere solo temporanea. I più, infatti, contano di tornare presto nelle case e nelle città che hanno dovuto abbandonare in fretta. Un viaggio lungo fino all’Italia. Sicuramente più tranquillo, meno drammatico e traumatico rispetto a quello che hanno dovuto affrontare per raggiungere il confine con la Polonia.

 

Natasha, l’interprete

I profughi in coda per la il tampone

Da sin. Olena S., Lauro Salvatelli, Christian De Luna, Nicola Loira e Marco Marinangeli

Il pullman con i profughi arriva al porto

Il tenente colonnello Gianluigi Di Pilato e Francesco Lusek

I carabinieri e i vicecomandante della Municipale, Fabrizio Ferranti

Dall’Ucraina al Fermano, il viaggio di 40 profughi: il più piccolo ha solo 3 mesi. Salvatelli: «Volti segnati dalla paura»

Partito il pullman che porterà 40 profughi ucraini nel Fermano «Preoccupati ma motivati» (Video)


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