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Accordo Pd-quarto polo, fumata nera. Decisione rinviata di una settimana. Cencetti: «Bagarre sui nomi? Non ci stiamo»

PORTO SAN GIORGIO - Fumata nera ieri dal vertice del quarto polo. Il covid ci ha messo lo zampino lasciando a casa diversi simpatizzanti. Tuto rinviato alla prossima settimana quando il duo Fermani-Cencetti e gli accoliti decideranno se convergere su Gramegna o addirittura chiamarsi fuori dalla tornata elettorale.
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di Sandro Renzi

Tutto rimandato alla prossima settimana. A metterci lo zampino il covid che ha di fatto impedito ieri sera a molti simpatizzanti di essere presenti al vertice del quarto polo. E così è stato deciso di rinviare ogni scelta ai primi giorni di aprile. Ma a quel punto, per la coalizione a cui hanno lavorato Cencetti e Fermani nell’ultimo mese, arriverà il momento di sciogliere la riserva. Andare con il Pd o chiamarsi addirittura fuori? La strada per raggiungere un accordo con i dem è in salita e lo ammette lo stesso Stefano Cencetti.  «Chiederemo ai nostri amici e simpatizzanti quale strada seguire» spiega «le porte restano tutte aperte ma se ci guardiamo intorno vediamo che non ci sono prospettive per la città. Tutti pensano a comporre le liste, a sfilare i candidati agli avversari e pochi o nessuno ai progetti per rilanciare Porto San Giorgio».

Cencetti parla della necessità di confrontarsi invece su fatti concreti. «Le bagarre sui nomi, le imposizioni o peggio i veti non ci appartengono, sia ben chiaro – tiene a precisare- registriamo purtroppo che non c’è la volontà di avere una visione complessiva della città. Men che meno nell’ala di Vesprini con il quale peraltro non ci saremmo alleati perché la sua è una coalizione con realtà troppo scollate tra di loro». Non lesina critiche neanche a sinistra l’ex segretario dell’Udc contestando ancora una volta la mancanza di idee per il comune rivierasco e il metodo scelto dal Pd per individuare il candidato sindaco Gramegna. «In un primo momento ci era stato prospettato che il suo nome poteva essere oggetto quanto meno di confronto -svela ancora Cencetti- successivamente invece il Pd lo ha messo sul tavolo come candidato sul quale avremmo dovuto convergere. Non abbiamo nulla da eccepire sulla persona del vicensindaco ma non possiamo accettare delle imposizioni tout court». Cencetti e Fermani chiameranno quindi a raccolta amici e simpatizzanti e insieme decideranno quale strategia seguire sin da subito.


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