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Strage nazifascista, a Ortezzano una lapide per ricordare il sacrificio di Maria Teresa, Rosa e Luigi (Video e Foto)

ORTEZZANO - Alla presenza delle più alte cariche civili e militari del Fermano, questa mattina, nei giardini pubblici in località Valdaso di Ortezzano, si è svolta la commemorazione in memoria delle tre vittime di quella violenza con l'inaugurazione della targa per mano della sindaca Carla Piermarini
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L'inaugurazione della lapide a Ortezzano in ricordo dell'eccidio del 1944

servizio di Serena Murri

Una targa in ricordo della strage del ’44 ad Ortezzano. Alla presenza delle più alte cariche civili e militari del Fermano, questa mattina, nei giardini pubblici in località Valdaso di Ortezzano, si è svolta la commemorazione in memoria delle tre vittime di quella violenza con l’inaugurazione della targa per mano della sindaca Carla Piermarini. I fatti avvennero il 2 marzo 1944, quando i fascisti spararono alla popolazione che si era recata al silos per rifornirsi di grano. Tre furono le vittime di quello che si rivelò un agguato: Maria Teresa Nicolai di 9 anni, Rosa Verducci di 11 anni, Luigi Mercuri di 54 anni. Come ricordato dalla storica Chiara Donati, la strage pur essendo stata inserita all’interno dell’Atlante delle stragi nazi-fasciste d’Italia, è ad oggi poco conosciuta. La storica ha così ripercorso la cronologia dei fatti di quel lontano giorno rimarrà un vivo ricordo nella memoria di tutti, affinché «la targa diventi uno strumento per trasformare le vittime in memoria. Perché in tutta quella morte c’è il segreto di una nuova vita».

Oggi Ortezzano ha voluto dare uno spazio adeguato alla memoria, come sottolineato dalla sindaca Carla Piermarini: «Non ci siamo sottratti all’onere del ricordo di questa storia che si è consumata il 2 marzo 1944, una storia che è ancora dentro questa comunità. Donando questa targa, il paese può fare pace con questa pagina di storia, raccontando ciò che si sa e facendo luce sull’evento, per fare pace, appunto, col passato e guardare al futuro». Subito dopo, è stata scoperta la targa sulla quale sono stati scolpiti i nomi delle vittime dell’eccidio, e a seguire la sua benedizione.

Fra i presenti, anche Paolo Scipioni, presidente della sezione provinciale Anpi Fermo, cresciuto ad Ortezzano. «Siamo figli della guerra, nipoti e padri della nostra Costituzione che ci ha dato la democrazia dopo l’occupazione nazifascista, quando intere famiglie hanno ospitato fuggiaschi e prigionieri inglesi. A casa di Gino, dove da piccolo giocavo a nascondino, si erano rifugiati 3 ragazzi inglesi, usciti dal campo di Servigliano. Il nascondino deve rimanere solo un gioco». Per questo, il ricordo va mantenuto vivo, come spiegato da Franco Ponzielli, presidente della sezione di Ortezzano dell’Associazione Nazionale Reduci e Combattenti: «Noi non siamo stati combattenti ma lo sono stati i nostri genitori che hanno vissuto le atrocità delle guerre. Vogliamo continuare a ricordare e a trasmettere il ricordo ai giovani, per considerare la guerra per quello che è: un errore, un’incomprensione, un difetto. La guerra produce solo migliaia di morti di persone inconsapevoli, sacrificate sull’altare delle pretese e delle prepotenze di pochi».

La commemorazione è stata impreziosita dagli interventi dei bambini della Scuola Primaria Giuseppe Carboni, i quali hanno intonato la canzone ‘Imagine’ di John Lennon, interpretato La guerra di Pietro di De Andrè e declamato a memoria i loro elaborati sul tema “la pace è un sogno da sognare in tanti, è un desiderio di quelli importanti. (…) Sarebbe una festa per tutta la terra, fare la pace prima della guerra”.

Chiara Donati

Il Prefetto, Vincenza Filippi ha rimarcato l’inconsapevolezza delle vittime: «A distanza di 70 anni, ricordiamo vittime civili che si sono immolate senza sapere perché». L’evento, secondo il presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi «mette in evidenza il genius loci, di una cittadina forte della cultura e dedita alla memoria. Non poteva esserci gesto più bello di questa targa commemorativa, per tramandare la memoria alle future generazioni».

«Se oggi siamo qui – le parole del senatore Francesco Verducci, vicepresidente alla Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza – è perché una grande sensibilità politica, civile e culturale ha voluto che questo avvenisse e non vincesse la rimozione. Maria Teresa, Rosa e Luigi, sono la storia che abbiamo il dovere di conoscere per impedire alla guerra di tornare con la sua ignominia e i suoi orrori. Libertà e democrazia non sono mai conquistati per sempre, c’è sempre la minaccia della discriminazione. Sono morti poche settimane prima che la Valdaso fosse liberata, a giugno. Non tradiremo la loro memoria, il loro sacrificio non sarà vano. La memoria ha bisogno di storia. Un paese che non ha memoria, è un paese senza futuro. Oggi, questa targa ci consegna un pezzo di futuro».

Il prefetto Vincenza Filippi

Il presidente della Provincia, Michele Ortenzi

Il senatore Francesco Verducci

Paolo Scipioni, presidente della sezione provinciale Anpi Fermo

Paolo Scipioni, presidente della sezione provinciale Anpi Fermo


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