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Torneo della disputa “Dire e contraddire”: il Liceo scientifico “Calzecchi Onesti” si aggiudica la finale (Le Foto)

FERMO - La finale del torneo, disputata presso l’aula grande del Tribunale di Fermo, ha visto prevalere i ragazzi del “T.C.O.”. Altissimo il livello delle tre sfide finali, i cui partecipanti si sono distinti per l’estrema padronanza dei mezzi retorici usati. Ora i ragazzi del Liceo scientifico saranno chiamati a fare onore al nostro territorio nelle fasi nazionali che inizieranno a breve, e che li vedranno contrapposti ad altri istituti scolastici provenienti da tutta Italia
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La premiazione

di redazione CF (foto Simone Corazza)

Torneo della disputa “Dire e contraddire”: ad aggiudicarsi la finale, ieri mattina, è stato il Liceo scientifico “Calzecchi Onesti”. Mai come in questo caso è giusto dire che hanno vinto tutti i ragazzi coinvolti nell’iniziativa. Come ha ricordato il presidente della giuria del Torneo della disputa e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Fermo, l’avvocato Stefano Chiodini (coadiuvato nelle vesti di giurati dall’avvocato Fabiana Screpante e dall’avvocato Barbara Toce), «a vincere non sono stati solo i ragazzi del Liceo scientifico di Fermo, che hanno prevalso nella finale sul “Fazzini-Mercantini” di Grottammare, con terzo classificato il Liceo delle Scienze umane “A. Caro” di Fermo. Infatti, anche i ragazzi degli istituti eliminati nella fase precedente della competizione (Itet “Carducci Galilei”, Itt “Montani” di Fermo e l’Iiss “Urbani” di Porto Sant’Elpidio) hanno sempre messo in difficoltà i membri della giuria dando vita a competizioni a colpi di mezzi retorici e artifici oratori sempre estremamente equilibrate. Alla presenza del viceprefetto di Fermo in rappresentanza del prefetto Vincenza Filippi, del presidente del Tribunale, Bruno Castagnoli e del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro, i ragazzi hanno profuso il massimo impegno, tanto che anche le autorità intervenute si sono dette molto soddisfatte della padronanza delle argomentazioni da parte dei disputanti, che hanno anche saputo perfettamente gestire il tempo a loro disposizione».

La giuria: al centro il presidente dell’Ordine degli Avvocati, Stefano Chiodini. Con lui gli avvocati Barbara Toce (a sin.) e Fabiana Screpante

Siamo chiamati al lavoro fin dalla nostra creazione. Non si deve cercare di sostituire sempre più il lavoro umano con il progresso tecnologico: così facendo l’umanità danneggerebbe sé stessa”. Questa è la frase, tratta dall’Encliclica “Laudato si’” di Papa Francesco, su cui le squadre, nell’aula grande del Tribunale di Fermo, si sono sfidate, in tre incontri secondo la formula del classico “triangolare” di stampo calcistico, in cui dapprima i ragazzi del “Calzecchi Onesti” hanno avuto la meglio argomentando contro i colleghi del Liceo delle Scienze umane, e poi hanno prevalso, comunque sempre di misura, contro-argomentando contro gli alunni del “Fazzini-Mercantini”. Al termine delle tre dispute, poi, premi e gadget per tutte le squadre coinvolte nell’iniziativa, a ricordo di un momento di alta formazione per tutte le figure che hanno partecipato.

Il presidente del Tribunale di Fermo, Bruno Castagnoli

Ora i ragazzi del Liceo scientifico saranno chiamati a fare onore al nostro territorio nelle fasi nazionali che inizieranno a breve, e che li vedranno contrapposti ad altri istituti scolastici provenienti da tutta Italia.

«Grande è la soddisfazione per la piena riuscita dell’iniziativa, con il progetto coordinato dall’avvocato Alessia Capretti che – concludono gli organizzatori – ha visto coinvolti più di quindici avvocati del Foro di Fermo che hanno formato i ragazzi dei vari istituti scolastici sulla retorica ciceroniana e sulla logica aristotelica, nonché sull’arte di ottenere ragione declinata da Schopenhauer. Un plauso, infine, ai docenti e ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti, che hanno permesso e coadiuvato lo svolgimento di questa appassionante iniziativa, che sarà replicata il prossimo anno scolastico visto l’elevatissimo livello di gradimento mostrato anche dai ragazzi, che da parte loro hanno saputo dimostrare, oltre ad un sorprendente livello di preparazione, anche un perfetto spirito sportivo connotato da un esemplare fair play».


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