di Leonardo Nevischi
Il calore di un sole primaverile, l’affetto di un’intera comunità e le note di Irama con “Ovunque Sarai”. Sono stati questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la cerimonia di riaccensione e intitolazione della fontana del quartiere “San Filippo” a Claudio Croia, noto custode del parco deceduto lo scorso 19 aprile 2021 a causa del Coronavirus all’età di 65 anni.
«Ognuno di noi ha un momento particolare vissuto con Claudio che conserva con sé, nella propria mente e nel proprio cuore – ha esordito un emozionato Nazareno Franchellucci -. Il mio è legato ad un lunedì mattina nel quale avevo in programma un consueto incontro con Claudio proprio qui, in questo parco. In quella mattinata mi sopraggiunse un impegno in Prefettura ed io mandai un messaggio a Claudio comunicandogli la mia assenza, tuttavia quel sms non ricevette mai una risposta. Non ero a conoscenza che già da da diverso tempo era ricoverato all’ospedale e stava affrontando la sua ultima grande battaglia. Tutt’oggi conservo quel messaggio perché per me rappresenta l’ultima volta che abbiamo interloquito, anche se alla fine non è stato realmente così. Quel giorno – ha proseguito il sindaco – avremmo dovuto parlare di come migliorare il parco e dei lavori da fare sulla torretta, ma senza ombra di dubbio l’oggetto principale della conversazione sarebbe stata questa fontana. Per lui era un chiodo fisso. Ogni volta mi ricordava quanto fosse dispiaciuto per le condizioni in cui versava e, pur di non vederla ridotta così, in alcune situazioni aveva anche proposto un suo smantellamento per lasciar posto a qualcosa di nuovo. È per questo che non appena sono venuto a conoscenza della scomparsa di Claudio mi è venuto istintivo pensare di lasciare un segno tangibile che ricordasse a tutti i cittadini quanto lui tenesse a questo luogo. Ringrazio il geometra Verdicchio l’idraulico Cardarelli e tutto l’ufficio tecnico per aver eseguito i lavori onorando la verve e la tenacia che hanno sempre contraddistinto Claudio. Questo parco è sempre stata casa sua ed ora è nostra responsabilità mantenere la fontana in maniera decorosa: glielo dobbiamo».
Prima della benedizione da parte del parroco della Faleriense, don Tarcisio Chiurchiù, ad unirsi al ricordo dell’indimenticabile Claudio sono stati coloro che negli anni hanno stimato e apprezzato la sua generosità e l’impegno che ha sempre profuso a favore della comunità. «Claudio ha lasciato un vuoto immenso, non sapete quanto mancherà a questo parco – ha esordito il presidente del quartiere Fabrizio Mignani -. Era una persona speciale, sempre disponibile, la più buona che io abbia conosciuto». «Grazie all’amministrazione comunale per la promessa mantenuta, questo parco era la sua isola felice e l’affetto che ricevo oggi è la testimonianza di quanto è stato importante per la comunità» sono state invece le parole della moglie Enrica.
Croia faceva parte anche di tantissime associazioni di volontariato – come testimoniato dalla presenza di rappresentanti della Protezione Civile e della Croce Verde – ed a prendere la parola è stato il coordinatore regionale del Centro Turistico Giovanile di Loreto, Marco Ascani, che ha ricordato il suo legame particolare nato nel 2008: «Ricordo il suo sorriso, la mano buona, le parole accomodanti e la voglia di fare. Capisco il dolore della famiglia ma chiunque vorrebbe poter ricordare un proprio caro in un contesto come questo: Claudio non ha lasciato un vuoto bensì un’eredità pesante che dobbiamo custodire».

































