Sant’Elpidio a Mare non dimentica il sacrificio di coloro che sono morti per la libertà. Questa mattina, seppur in una cerimonia in forma ristretta riservata alla giunta e alle forze dell’ordine, con la benedizione del parroco Don Emanuele, il sindaco Alessio Terrenzi si è recato presso la stele di Cascinare dove è stata deposta una corona d’alloro.
«Quest’anno – ha detto il primo cittadino – è particolarmente difficile parlare davanti a questa stele. Lo è perché, oggi più che mai, il ricordo di chi è morto per la libertà è vivo e brucia sottopelle alla luce delle notizie che ci arrivano dai territorio in guerra.
Siamo qui a Cascinare, in particolare, perché il 20 giugno del 1944 due giovani del posto morirono sotto il fuoco dei tedeschi che erano in ritirata da Civitanova Marche. Nessuno di noi può conoscere la dinamica esatta di quanto accaduto ma quello che sappiamo è che i corpi senza vita di Vincenzo Borraccetti, elpidiense, e Silvano Mecozzi, civitanovese, sono rimasti a terra vittime di una guerra che non hanno cercato né voluto e che ha mietuto vittime anche quando tutto avrebbe fatto pensare che si fosse scritta la parola fine al conflitto. Oggi in quei nomi, nei nomi di tutti i caduti di tutte le guerre, non posso non leggere i nomi di tutti coloro che sono morti e stanno morendo nei conflitti attualmente in corso in diverse parti del mondo».
«Oggi più che mai – ha concluso Terrenzi -, vorrei che la festa della liberazione non fosse solo l’occasione per ricordare ciò che è stato ma che amplificasse il grido di dolore di tutti quei popoli che stanno soffrendo perché vittime di guerre che non possono portare altro che sangue, dolore, disperazione, distruzione. Un grido di dolore che dice basta alla violenza. Perché la violenza non può essere portatrice di pace. Mai».

















