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Rocca di Monte Varmine: dalla nebbia del passato riaffiora un documento

IL RITROVAMENTO di una pubblicazione del 1885 da parte di Alessio Marucci, gli approfondimenti insieme al professor Elvezio Serena ex presidente di Italia Nostra di Fermo. La rilevanza storica della Rocca che si trova a Carassai, ma di proprietà del Comune di Fermo, oggi in stato di completo abbandono
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Fermo 27 Febbraio 1885…un giorno… un mese… un anno in apparenza senza troppa importanza, se non fosse che qualche tempo fa all’interno di una mia vecchia cartella, ho trovato una pubblicazione d’epoca rilegata con stampata la stessa data e con oggetto “l’affittamento del Podere di Rocca di Monte Varmine” di proprietà del Brefotrofio di Fermo ed amministrato dalla Congregazione di Carità.
«Insieme ad un mio caro amico – dice Alessio Marucci – il professor Elvezio Serena, ex presidente di Italia Nostra di Fermo, abbiamo approfondito il contenuto trattato nel carteggio, che si presenta integro in buono stato di conservazione, suddiviso in 47 articoli, esposti in forma organica e molto efficace considerato che è stato redatto in un epoca in cui il tasso di alfabetizzazione non era ancora molto alto. Ci siamo soffermati su di alcuni articoli nei quali sono riportati in forma chiara e scorrevole quali fossero i doveri e le varie prescrizioni a carico dell’affittuario valide per i nove anni di affitto previsti nel Capitolato. In base agli articoli 29 e 30 il Conduttore dei terreni era obbligato a migliorare la produttività piantumandoli con alcune varietà di alberi, tra cui Gelsi ed Ulivi per un numero di 500 ogni anno e 4.500 per tutti i nove anni di durata dell’affitto, come previsto in una tabella allegata al Contratto. Di notevole rilevanza l’articolo 31 che prevedeva che l’uso della abitazione del Curato ed altri cinque vani rimanessero nella disponibilità del Luogo Pio. Scorrendo ordinatamente la documentazione abbiamo avuto la possibilità di ricostruire ed analizzare le diverse fasi amministrative e operative della vita rurale, ed in particolare come fosse organizzata l’agricoltura in quel tempo.
Dal carteggio si percepisce la rilevanza di Rocca di Monte Varmine che contiene al suo interno la Chiesa di San Pietro. Attualmente il Castello è di proprietà del Comune di Fermo, ma situato nel comprensorio territoriale di Carassai. I suoi fondi agricoli intorno all’anno 1945 sono stati i poderi fondamentali per il sostentamento degli Istituti del Brefotrofio di Fermo (Archivio di Stato di Fermo). Purtroppo ai nostri giorni la Rocca di Monte Varmine versa in uno stato di completo ed incomprensibile abbandono; nonostante intorno ai primi anni del 2000 l’ala dove è presente il cancello di accesso alla Fortezza sia stata interamente ristrutturata. Recentemente abbiamo appreso dell’iniziativa che congiuntamente il Comune di Fermo ed il Comune di Carassai hanno intrapreso per ristrutturare il Castello; speriamo che nel più breve tempo si riesca a raggiungere questo importante risultato».
I DOCUMENTI RITROVATI DA ALESSIO MARUCCI

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