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Commissioni Urbanistica e Sanità, i work in progress di Faggio. Lucci invita Grinta: «Emodinamica, più risorse e servizi» (Videointerviste)

L'APPROFONDIMENTO su Zoom, la trasmissione di Radio FM1. Al microfono, intervistati dal direttore Giorgio Fedeli, i presidenti della II e IV Commissione consiliare di Fermo, Stefano Faggio e Nicola Lucci. Con il primo focus su ex mercato coperto, Fontevecchia, complesso Betti, ex Conceria e Casina delle Rose: «Due bandi di vendita non andati a buon fine». Con il secondo i nodi sanità di Fermo: «Per la città e per il territorio scontiamo una politica del passato poco 'pesante'»
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A Zoom le interviste ai presidenti di commissione Faggio e Lucci

 

Da sin. Stefano Faggio e Nicola Lucci

di redazione CF

L’approfondimento nell’approfondimento. Ieri sera a Zoom, la trasmissione, appunto, di approfondimento politico di Radio FM1, protagonisti, intervistati dal direttore Giorgio Fedeli, i presidenti delle commissioni consiliari Urbanistica e Sanità, Stefano Faggio e Nicola Lucci.

Su Radio FM1, infatti, è partito il viaggio alla scoperta delle commissioni comunali della città capoluogo e della loro incidenza, troppo spesso ignorata dai più, sulle dinamiche decisionali dell’amministrazione cittadina, praticamente, per usare le parole di Faggio «un pre-consiglio».

 

Stefano Faggio

Ma andiamo per ordine di ‘microfono’ partendo proprio dal presidente della II commissione, quella che tratta di Urbanistica, Lavori pubblici, Ambiente e Protezione civile. «Iniziamo col dire innanzitutto – spiega Faggio – che abbiamo approvato in Consiglio il piano di emergenze, un atto molto importante. Poi con i fondi del Pnrr stiamo lavorando molto per la città. Diversi gli interventi: il restyling del mercato coperto, su cui i lavori sono già partiti, il complesso Betti e Fontevecchia, ad esempio. Al mercato avremo anche il rifacimento della scala e una terrazza panoramica, un vero belvedere, sistemeremo anche la struttura in chiave antisismica. Contiamo di vedere ultimati i lavori entro un paio d’anni. Il complesso Betti, invece, avrà un’anima coworking con spazio al turismo dinamico per gli studenti con termine entro il 2025. Per Fontevecchia pronosticare una data di fine lavori è un pò più complicato, sarà oggetto di un importante intervento. Pensate che ci sarà anche un ricongiungimento con le Cisterne romane». Impensabile non parlare, con Faggio, anche di Campiglione dove sta sorgendo il nuovo ospedale. «Sarà una zona fondamentale per tutto il Fermano. Con Sara Pistolesi abbiamo un tavolo di lavoro. Siamo partiti dallo studio di fattibilità di Nomisma. Abbiamo sciolto due nodi per altrettante aree progetto che abbiamo spacchettato e diviso in comparti. Certo, dobbiamo trovare una soluzione per la viabilità. Per questo stiamo dialogando con la Provincia, perché il nuovo ospedale deve essere facilmente fruibile per tutti i Comuni. Cosa sarà del Murri? Beh io immagino potrà accogliere comunque delle eccellenze sanitarie, penso anche alle degenze». Parentesi, e che parentesi, su Molini Girola: «Lì abbiamo 15 milioni con il Pinqua (il Programma per la qualità dell’abitare) per riqualificare la parte pubblica dell’ex Conceria. E abbiamo riscontrato interesse anche da parte del privato. Procediamo spediti». Tornando in centro, nel cuore della città, quale futuro per la Casina delle Rose? «Auspico una riqualificazione. La mia personale visione è quella di un incremento di quello che era prima, ossia una struttura turistico-ricettiva. Abbiamo anche provato a venderla, con vincolo, ma due aste non sono andate a buon fine».

Nicola Lucci

E 30 minuti volano. E’ già il turno di Lucci con altra carne al fuoco: «Siamo la commissione forse con maggiori presenze dei suoi componenti che ringrazio (e certamente il tema, da qualche anno centrale e per molti versi dirimente, incentiva le presenze). Abbiamo dovuto affrontare l’emergenza Covid con il nostro ospedale che già era in grande difficoltà a causa della carenza di medici e infermieri. La pandemia non ha fatto altro che accentuare queste difficoltà, le problematiche e le storture. Al riguardo abbiamo invitato il direttore Av4, Roberto Grinta, a partecipare alla commissione, proprio per parlare di ciò che non va e per capire quello che è stato fatto e quello che vuole fare. Sappiamo che il Pronto soccorso è in grande difficoltà. Lo sono anche la Pediatria, la Cardiologia. Colgo l’occasione per dare il benvenuto al nuovo direttore Paci. Noi abbiamo cercato di fare pressione a livello regionale dando spazio anche alle voci degli ordini dei medici e degli infermieri. Con una mozione, votata all’unanimità in Consiglio, sui problemi della sanità, abbiamo anche rafforzato la posizione del primo cittadino nella Conferenza dei sindaci perché il nostro territorio nel quadro regionale non può subire discriminazioni». E in un attimo si passa all’emodinamica: «Non averla a Fermo è una grave mancanza. Mi auguro che arrivi. Anche per questo è importante che il direttore Grinta venga a illustrarci il suo punto di vista. E, sì, è nostra intenzione invitare successivamente anche l’assessore regionale Saltamartini, magari direttamente in Consiglio comunale. Su certi argomenti continueremo a battere i pugni. Siamo preoccupati anche per la possibile fuga dei professionisti dal Murri. Dobbiamo rendere il nuovo ospedale assolutamente attrattivo anche perché andare avanti con le cooperative non mi sembra la soluzione migliore. Cosa vedo nel futuro del Murri? Beh penso che potrà essere utilizzato in appoggio al nuovo nosocomio, ospitando magari attività operative. Insomma dalla Regione devono arrivare più risorse e più servizi per il nostro territorio. Purtroppo scontiamo una politica del passato poco ‘pesante’ su scala regionale per le ragioni e i diritti del Fermano. Guardate anche, ad esempio, la viabilità: siamo la provincia più indietro di tutte nelle Marche».


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