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Francesco Bianconi incanta il Teatro dell’Aquila. Note, emozioni e applausi per la data zero del nuovo tour

FERMO - Ieri sera al Teatro dell'Aquila è andato in scena la data zero del nuovo tour di Francesco Bianconi accompagnato da La sua Stupefacente Band
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di Alessandro Luzi

Ci eravamo lasciati con l’intervista di mercoledì concessa a Radio FM1 in cui Francesco Bianconi aveva dichiarato di aspettarsi una osmosi emotiva tra i musicisti sul palco ed il pubblico e così è stato. A testimoniarlo sono gli applausi scroscianti del pubblico del Teatro dell’Aquila al termine del concerto di ieri, organizzato da Tam. Anche lui era visibilmente emozionato e catturato dall’atmosfera instauratasi durante la serata: «Provo una grande gioia sia per essere ritornato a suonare in presenza sia per essere riuscito a portare nei teatri “Forever” – ha confessato -. È un album uscito in un periodo disastroso come quello pandemico. Adesso, anche se in ritardo, finalmente posso proporlo live nei vari teatri d’Italia. Sono davvero felice di essere in questo teatro e questa città stupendi».

Come aveva preannunciato, non è stato un tradizionale concerto pop. Quelli in cui il pubblico canta a squarciagola i ritornelli; quelli dalle scenografie sensazionalistiche; quelli in cui i pezzi vengono riprodotti fedelmente al disco per consegnare al pubblico ciò che si aspetta. Ieri sera abbiamo assistito a tutt’altro, a partire dalla dislocazione dei musicisti sul palco e dal loro atteggiamento durante l’esibizione. La batteria era assente, sostituita dalle percussioni di Sebastiano De Gennaro posizionate in alto sul retro. Stefano Pilia ha suonato la chitarra da seduto, alla destra di Bianconi. Risulta strano vedere un chitarrista seduto e la batteria assente, così come è inusuale vedere un harmonium (strumento del XIX secolo), affidato a Zevi Bordavach. Anche le luci erano tenui, salvo in alcuni brani più ritmati. Mutavano lentamente tonalità di colore passando dal bianco, al giallo, all’arancione, al blu, come ad accompagnare la trama musicale. Insomma, Bianconi ha posto in primo piano la musica ed ha adeguato l’allestimento scenico allo stile intimo e delicato dei brani. Nonostante queste scelte estetiche inusuali è riuscito a trascinare emotivamente il pubblico per tutta la durata del concerto. Del resto il grande artista è colui in grado di rendere la complessità accessibile. Infatti è riuscito ad unire elementi distanti tra loro – come dei particolari di Franco Battiato, altri di Fabrizio De André, qualche soluzione di arrangiamento guardava alla tradizione della musica scritta occidentale – a linee melodiche gradevoli e godibili. Altra nota di merito è la rivisitazione degli arrangiamenti per le performance dal vivo. Perché gli spettatori dovrebbero pagare il biglietto per assistere alla riproduzione fedele dei brani incisi in studio di registrazione? Bianconi aveva promesso che ogni live sarebbe stato diverso in quanto avrebbe concesso spazio alla creatività dei musicisti. Ne è stato un esempio il dialogo tra chitarra e violino, suonato da Alessandro Trabace, per introdurre uno dei tanti brani in scaletta. La serata è stata aperta da “Il bene” e poi a seguire sono stati proposti quasi tutti i brani di “Forever”, con l’aggiunta di un brano inedito, il nuovo singolo “Perduto insieme a Te”, due cover (“Sei già un altro” nella versione degli Equipe 84; “L’odore delle rose” dei Diaframma) e “La cometa di Halley” e “Bruci la città” composti con Irene Grandi. È stato prezioso anche il contributo di Angelo Trabace al pianoforte, ed Enrico Gabrielli ai fiati ed ai sintetizzatori. Con questo nuovo progetto da solista, Bianconi propone degli stilemi differenti dai Baustelle ed ha definito la sua identità artistica di alto profilo. Il prossimo appuntamento sarà venerdì 20 maggio al Teatro Puccini di Firenze.


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