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«Carenza di personale tecnico-sanitario al centro trasfusionale», la Cisl presenta un esposto a Procura e Ispettorato

IL SEGRETARIO Cisl Fp Giuseppe Donati: «Da mesi ormai i pochi tecnici rimasti in servizio sono sottoposti a turni estenuanti per coprire il normale orario di servizio e soprattutto le reperibilità notturne e festive»
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Giuseppe Donati

«La Segreteria della Cisl Fp Marche, area sindacale di Fermo, ha inviato un esposto all’ispettorato territoriale del Lavoro di Ascoli Piceno e, per conoscenza, alla Procura della Repubblica di Fermo, per denunciare l’ormai insostenibile conduzione di lavoro dei tecnici sanitari di Laboratorio della Medicina Trasfusionale di AV4». E’ quanto fa sapere il segretario Cisl, Giuseppe Donati.

«Da mesi ormai i pochi tecnici rimasti in servizio sono sottoposti a turni estenuanti per coprire il normale orario di servizio e soprattutto le reperibilità notturne e festive. Il contratto collettivo nazionale del lavoro Sanità – puntualizza Donati – prevede sei turni mensili di pronta disponibilità per ogni operatore. Da gennaio, i tre tecnici rimasti in servizio, sono costretti a coprire un numero di reperibilità quasi doppio. Insostenibile ma soprattutto molto pericoloso sia per la salute ed i rischi di infortunio sul lavoro a cui vengono esposti i professionisti per il mancato recupero psico-fisico ma anche per i pazienti. La lucidità infatti e la concentrazione quando si arriva all’undicesima reperibilità, sono al lumicino.
Nessuno provi a pensare che questi operatori vogliano sottrarsi alle loro responsabilità professionali perché nell’ultimo anno si sono messi completamente a disposizione dell’Area Vasta 4. Sono stati però ripagati da insensibilità al problema della carenza di organico. Il Dipartimento ha responsabilità funzionali ed ha provato ad avanzare proposte per superare almeno l’emergenza, Asur invece gestisce il personale quindi doveva provvedere a sostituire i cessati o coloro che si sono trasferiti. Intanto però il servizio deve andare avanti e lo fa a pieno carico sulle spalle di soli tre tecnici a fronte dei sei previsti».

«Cisl Fp da mesi – rimarca il suo segretario – spinge verso una collaborazione tra trasfusionali di Aree Vaste limitrofe fino a quando il numero di tecnici sarà riportato almeno a sei unità ma come sempre accade quando si parla di lavorare insieme, si alzano barricate di ogni tipo. Per chiudere vorremmo ricordare le lacrime da coccodrillo versate mesi fa per la giovane infermiera morta in un incidente stradale mentre tornava a casa dopo una seria di turni massacranti in ospedale. Oltre ai soliti e sterili mea culpa che durano una giornata, Cisl Fp spinge gli interlocutori ad agire per evitare il ripetersi di queste tragedie. Come si fa? Prima di tutto, non chiedendo a infermieri, Oss, Tecnici, di diventare martiri senza volerlo. Se l’esposto non dovesse servire, Cisl Fp è pronta a forzare la mano con iniziative forti che potrebbero mettere in difficoltà l’erogazione del Servizio. Tratta di sangue ed emoderivati, non vorremmo arrivare a tanto. Speriamo che il messaggio arrivi ad assessore e dirigenza Asur ed Area Vasta 4».


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