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“Il sogno di Archimede” diventa realtà con il figlio Piero: da Petritoli in giro per l’Italia in sella alla mitica Guzzi GTW500 (Ascolta la notizia)

PETRITOLI - Ventuno tappe, 3600 km in totale. Piero è il mago Pierre che ha intrattenuto tantissimi bambini nel corso della sua carriera e che porterà i suoi giochi e le sue doti istrioniche nelle piazze che vedranno il passaggio della carovana de “Il sogno di Archimede”. Ogni tappa sarà anche l’occasione per dare voce all’Associazione Famiglie Sma Genitori per la Ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale, i fondi che Piero riuscirà a raccogliere con il suo “sogno girovago” saranno devoluti all’associazione
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di Antonietta Vitali

«Parto perché ho questa necessità mia intima di incontrare persone, lo faccio con questo prezioso oggetto lasciato da mio padre, ogni tappa sarà occasione di incontro, di spettacolo e di raccontare, a tutti quelli che ci seguiranno, anche la nostra iniziativa benefica». Così Piero Michelangeli prova a riassumere il progetto “Il sogno di Archimede” con il quale partirà ufficialmente per attraversare l’Italia sabato 18 giugno da Petritoli (paese della famiglia Michelangeli) per farvi ritorno sabato 9 luglio in concomitanza con la Festa de Le Cove.

Ascolta la notizia:

Ventuno tappe, 3600 km in totale (per una media di 180/200 km di percorrenza giornalieri) e un progetto che vale la pena di scoprire. Babbo Archimede, da tutti a Petritoli affettuosamente chiamato “lu molenà” perché la famiglia era proprietaria di un molino, comprò questa moto Guzzi GTW500 del 1937 negli anni’60, o meglio, la barattò. La scovò in un fienile a Comunanza e la scambiò portandosela a casa per un paio di sacchi di grano. Si adoperò per farle un primo restauro e iniziò a girarci portando a volte con sé anche i suoi tre ragazzi, Francesco, Piero, Anna Giacinta, quando erano liberi dagli impegni scolastici. Galeotta fu proprio la scuola e il fatto che la geografia non fosse esattamente la materia preferita di Piero. Ma un padre dal nome Archimede la soluzione la trova sempre e disse a Piero “te la faccio imparare io, andiamo in giro per l’Italia con la moto ad imparare le regioni”.

Quel giro, per mille motivi, non lo fecero mai, ma quel sogno Piero non lo dimenticò e un giorno, dopo essersi consultato con il fratello e la sorella, ha deciso di dargli vita. Prima fase, restaurare la moto, che ha mandato a farsi bella per un anno a Ravenna, nell’officina di Graziano, dalla quale è tornata fiammeggiante. «Già, solo per questo, babbo è contento» dice Piero, che durante l’anno di remise en forme della Guzzi non è stato con le mani in mano ma ha avuto il suo bel da fare per pianificare il viaggio con tutti gli annessi e connessi. Preziosa, nell’organizzare il tutto, la moglie Nazzarena, scettica all’inizio e poi diventata il traino vero di tutto questo progetto. Sarà al suo fianco lungo tutto il percorso a bordo del camper di “Il sogno di Archimede” insieme alla loro figlia Silvia e ai tre amici, Franco, Tino, Gaetano che si alterneranno nella guida conducendo ciascuno per una settimana delle tre di viaggio. Piero è il mago Pierre che ha intrattenuto tantissimi bambini nel corso della sua carriera e che porterà i suoi giochi e le sue doti istrioniche nelle piazze che vedranno il passaggio della carovana de “Il sogno di Archimede”. Ogni tappa sarà anche l’occasione per dare voce all’associazione Famiglie Sma Genitori per la Ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale, i fondi che Piero riuscirà a raccogliere con il suo “sogno girovago” saranno devoluti all’associazione.

«Magari non riusciremo a raccogliere tantissimi fondi ma l’importante è riuscire a far conoscere questa associazione di famiglie con bambini colpiti da questa malattia, sensibilizzando di più le persone verso questo tema» riferisce Piero, che ha sposato questa causa dopo essere entrato in contatto, tramite il suo amico Giulio, con l’intelligenza vivace di Carletto e la tenacia dei suoi genitori. Tramite l’operato di Marika Bartolucci, coordinatrice regionale per Le Marche dell’associazione, sono state coinvolte le delegazioni delle varie regioni che vedranno il passaggio di Piero a bordo della sua Guzzi e c’è già molta attesa per l’incontro vero e proprio. Si sono appassionati a questo tour anche molti moto club che hanno iniziato a seguire le varie fasi del restauro della motocicletta che via via venivano postate sui vari canali social di “Il sogno di Archimede” (Facebook, Instagram, etc). Hanno deciso di volerla dal vivo e così, ad esempio, da Otranto a Santa Maria di Leuca tutto il gruppo degli archimediani verrà scortato da appassionati motociclisti e lo stesso avverrà da Fermo a Petritoli nella giornata finale prevista per il 9 luglio. Tanti i contenuti, dunque, di questo tour, da quello emotivo che parte da un ricordo d’infanzia, a quello tecnico che coinvolge i bikers più irriducibili, a quello umano che si sviluppa in uno scopo sociale profondo e molto significativo.
La giornata del test in strada della moto è stata il 2 giugno, 100 i chilometri percorsi, incalcolabili la gioia e l’emozione di questo primo di questa prima tappa condivisa da Piero con i fratelli Francesco e Anna Giacinta e la loro mamma Imelda che ha riconosciuto il rombo della moto del suo Archimede quando ancora Piero non era vicinissimo a casa, perché forse, ci sono suoni che, restando legati ai sentimenti, si individuano subito perché non si vedeva l’ora di riascoltarli.

«Siamo sulle nuvole, gonfi di gioia, non sappiamo dove questo ci porterà, ma siamo già entusiasti di tutto quello che sta accadendo e di tutte le persone che con affetto ci stanno seguendo e ci chiedono di far sapere loro tutto di quello che faremo lungo il percorso». Pronti a seguirli, allora, dal vivo oppure attraverso i canali social dai quali li seguirà, sicuramente, anche quella che si può definire la mascotte di questo tour, Sesta, 100 anni di vita tondi tondi, la moto Guzzi del suo caro amico di famiglia Archimede rivista giovedì 2 giugno con grande emozione anche per lei. Non poteva esistere un porta fortuna migliore. Buona strada e buona vita a Piero e il suo sogno.

 


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