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Erap, abusivi e morosità: screening in corso per rilanciare le case popolari con un occhio alle nuove emergenze (Videointervista)

IL PRESIDENTE Saturnino Di Ruscio sta effettuando una mappatura delle case popolari su scala regionale e studiando quali patrimoni immobiliari potrebbero andare ad incrementare il numero degli alloggi. Al momento Erap dispone di 11.000 appartamenti su scala regionale e di circa 4000 in gestione per i Comuni. Nella provincia di fermo sono circa 1.200
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Saturnino Di Ruscio

di Francesco Silla

Ospite, ieri sera, negli studi di RadioFm1, intervistato da Giorgio Fedeli durante il programma Zoom, Saturnino Di Ruscio ci parla della sua nuova nomina a Presidente Erap Marche (Ente Regionale per l’abitazione Pubblica). Una nomina recente che lo vede impegnato in prima persona nella riorganizzazione delle abitazioni pubbliche.

«Erap Marche è un ente che nasce dalla “fusione a freddo” – scherza il presidente Di Ruscio – di cinque organismi provinciali autonomi e questa operazione, ad oggi, non ha avuto una vera e propria conclusione, nel senso che c’è l’Erap Marche ma i cinque presidi hanno una piena autonomia, e quindi diventa difficile gestirli. L’Ente si occupa di edilizia residenziale pubblica, ci sono dei validi professionisti e lavoreremo per integrare al meglio tutti i presidi provinciali. C’è bisogno di riorganizzare l’ente per renderlo più efficiente e compatto. Come tutti gli organismi vicini alla politica ma meno esposti, l’ente soffre di autoreferenzialità. Ci deve essere invece una predisposizione molto forte all’altro bisogna lavorare per rendere più trasparente l’ente e per essere al servizio di chi ha bisogno».

Di Ruscio si sofferma sullo spirito e la missione che si è prefissato sottolineando come l’obbiettivo sia quello «di rendere la vita migliore alle persone attraverso appartamenti più confortevoli e green. È vero che lavoriamo per l’ente pubblico, comuni e Regione, ma il lavoro che noi facciamo ha lo scopo finale di rendere questi appartamenti adeguati alle esigenze di chi ne ha bisogno».

Entrando poi nel vivo dell’intervista, Di Ruscio racconta lo stato degli appartamenti della regione Marche: «Lo stato di salute degli appartamenti, in linea di massima è precario perché molti appartamenti hanno molti anni e hanno bisogno di una manutenzione più approfondita. Le nuove realizzazione sono però a livello dell’edilizia di qualità con molti comfort e bassi consumi. Per le manutenzioni c’è molto da fare. Seguendo la scia della precedente amministrazione, abbiamo accelerato sul discorso superbonus e abbiamo messo in cantiere interventi su circa la metà del patrimonio dell’Erap Marche con lavori di efficientamento energetico ma non solo, sperando che il premier Draghi non ci “chiuda i rubinetti”. Forse riguardo questo super bonus si sarebbe potuta dare precedenza all’edilizia pubblica».

«Parliamo di 11.000 appartamenti su scala regionale e di circa 4000 che gestiamo per i Comuni. Nella provincia di fermo parliamo di circa 1.200 appartamenti. Come ho detto abbiamo partecipato a diversi bandi, anche del Pnrr. Devo dire che i comuni credono molto nell’Erap e ci affidano molti interventi e noi li aiutiamo nella presentazione dei bandi. Abbiamo assegnati fondi per circa unici milioni di euro più Cinquantatre milioni di euro per quanto riguarda il super bonus».

Dopo un excursus sulla situazione interventi, Di Ruscio si focalizza sul fenomeno dell’occupazione abusiva degli alloggi: «In questi giorni stiamo effettuando delle ricognizioni per tutti gli alloggi per capire tutte le situazioni ambigue di cui si è parlato. Ci sono casi particolari che vanno arginati; parliamo di 200 casi tra morosità e occupazioni nella provincia di Fermo. I problemi principali non sono le occupazioni ma le morosità, dovute in gran parte da difficolta oggettive di povertà. In questi casi importante è il dialogo con i comuni che spero collaborino maggiormente con l’ente. Ci sono comuni molto incisivi e altri con cui dobbiamo istaurare un rapporto».

I problemi principali che l’ente deve affrontare sono «le graduatorie mancanti che non aiutano ad assegnare gli appartamenti ai richiedenti. Bisogna riuscire a collaborare territorialmente, alcuni comuni non hanno richieste e molti appartamenti inutilizzati altri invece non riescono a rispondere a tutte le domande di alloggio. Collaborare e costruire è la strada per riuscire a risolvere la maggior parte delle situazioni precarie. Non ho ancora un quadro complessivo, essendo entrato da poco, queste sono però le maggiori problematiche e le diverse situazioni da affrontare. Il mio obbiettivo è quello di ritornare ad una situazione più stabile in tre anni e chiudere le pratiche aperte. Non possiamo non tenere in considerazione anche le nuove emergenze. Parlo ad esempio di ragazze madri, di donne con figli, della prostituzione, di anziano over 65 non totalmente autosufficienti con famiglie tutor. C’è tanto patrimonio da recuperare ma mancano soldi e una strategia di fondo».


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