Rifiuti lungo la strada (foto del nostro lettore M.N.). Qui lungo la Mezzina-zona ind. Girola

Rifiuti e resti di potature lungo le strade in vari punti del Fermano, perdita d’acqua a Pian della Noce, quartiere a nord-ovest di Porto San Giorgio, e un black out ‘prolungato’ nel cuore di Fermo. Sono queste le ultime segnalazioni, in ordine di tempo, arrivate alla redazione di Cronache Fermane da alcuni lettori.

Partiamo dalla prima: «Circolando lungo le nostre strade – scrive il nostro lettore M.N. – mi sono venute in mente queste considerazioni: a parte la mamma degli incivili, che da noi pare essere sempre incinta e generare tante persone, che prendono i cigli e i greppi di fianco alle strade per una interminabile pattumiera, ma gli addetti alle pulizia dove sono? Perché i rifiuti restano lì per giorni? Mi chiedo se non ci
sia qualcuno che è addetto a togliere tutte quelle “belle” bottiglie di plastica, lattine, mascherine, cartacce, ecc. che “ornano” le nostre strade. Una volta c’erano i cosiddetti cantonieri e, ognuno di essi, aveva il compito di tenere pulito il tratto di strada assegnato loro. Forse era meglio quel sistema? Che immagine diamo ai tanti turisti che, per fortuna, hanno ricominciato
a frequentare le nostre belle colline e non solo?».

Il black out a Fermo

Dai rifiuti al black out nel cuore di Fermo: «Da 20 giorni un intero quartiere al buio. Dopo varie chiamate ai vigili urbani e al Comune tutto tace. E’ molto pericoloso per gli anziani non è possibile tutto questo» la segnalazione di alcuni residenti nelle zone di piazzale Santoro, via Ognissanti, vicolo della Zecca, via Bianca Visconti e vicolo del Cappuccio.

la perdita d’acqua segnalata a Pian della Noce

E infine la perdita d’acqua a Pian della Noce: «Vorrei segnalare che in via Pian della Noce 14, a Porto San Giorgio – scrive il nostro lettore A.L. – è da una settimana che c’è una perdita di acqua lungo la via e nessuno è intervenuto per risolvere il problema. Visto che la Ciip raccomanda che non bisogna sprecare acqua in questi periodi di calura, chi chi di dovere intervenga».

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