Paolo Calcinaro

«Caro Nicola Loira, caro amico mio, se vuoi usare un termine altisonante come “verità” allora bisognerebbe poi dirla tutta e non rabberciarla ‘a trozzi e bocconi’ o omettere quello che non può essere piacevole dire». L’ex sindaco di Porto San Giorgio attacca, il primo cittadino di Fermo replica. Non si è fatta attendere la risposta di Paolo Calcinaro al suo ex omologo sangiorgese Nicola Loira che oggi è andato giù pesante. pomo della discordia? La fusione Solgas-San Giorgio energie. E se Loira ha raccontato la sua verità rispedendo al mittente le accuse di aver ‘impantanato’ la fusione chiamando in causa Calcinaro che ha sostenuto che nei suoi ultimi mesi di amministrazione l’iter si era stoppato, ora e il turno dello stesso sindaco della città capoluogo che nei giorni scorsi ha dato l’ok, in consiglio comunale, alla modifica dello statuto della partecipata, propedeutico proprio alla fusione.
«Primo dettaglio che è completamente sparito dalla tua narrazione ma è tutt’altro che marginale: avevate una forte contrarietà a quale aspetto così fondamentale nella politica industriale della nuova società che doveva nascere con la fusione? Al nuovo nome! E perché? Perché avrebbe valorizzato ancora il nome di Solgas. E questo “dettaglio” nel tuo imperioso comunicato scompare del tutto ma era nodo irrisolto su cui avete fatto muro.
Ma non solo: perché le quote della Solgas dovrebbero valere più di quelle di Porto San Giorgio? Noi abbiamo contrattato per tempo una clausola paracadute con il privato in caso di default dell’azienda, visti i terremoti nel mercato globale della energia, a salvaguardia dell’interesse dell’amministrazione. Voi lo avete fatto solo successivamente, e a rimorchio dell’iniziativa dell’amministrazione fermana. Ovvio che il valore su eventuale, e ribadisco eventuale perché fin quando ci sarò Solgas rimarrà a preminenza pubblica, vendita di quote premiava la nostra società avendo avuto un valore di acquisto pressoché doppio rispetto alla vostra quando il privato entrò a rilevare le quote del 49%. Questo, caro Nicola, non è campanile ma è pura matematica. E ora contiamo di andare avanti con una società più ampia e competitiva che unisca Solgas ed SGE, che segua efficienza e mercato e non ragionamenti faziosi e recriminatori “del giorno dopo”».
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