Paolo Cudini

di Antonietta Vitali

«Cos’è per me la fotografia? È raccontare, immortalare un granello di storia vista da me e raccontarla attraverso i miei scatti» è questa l’interpretazione che il fotografo Paolo Cudini dà dell’arte della quale è uno dei protagonisti da ormai 40 anni. Classe 1963, maceratese, tutto comincia per gioco, da ragazzo e poi diventa un vero e proprio modo di esprimersi. «Non sono bravo con le parole, non sono uno scrittore – dice di sé Cudini – e proprio per questo ho trovato un mio linguaggio universale attraverso il quale, che sia un cinese, che sia un russo, che sia una persona di qualsiasi nazione, guardando le mie fotografie potrà, con la propria immaginazione, fare un viaggio nel mondo della fotografia e vedere l’anima delle persone o delle cose».

Per gli appassionati di fotografia, per chi si sta avvicinando da poco a questa disciplina oppure la segue da tempo e anche per chi, semplicemente, ha sempre bisogno di nuovi stimoli culturali, sarà possibile farsi trasportare in questo viaggio ammirando le opere in immagini dell’artista Paolo Cudini in mostra a Petritoli dall’8 al 22 luglio 2022. La temporanea avrà come sede gli splendidi locali all’interno dell’ex convento delle Clarisse in pieno centro storico, sarà aperta soltanto nei pomeriggi dei fine settimana ed è stata pensata, voluta e organizzata dal consigliere comunale con delega alla Cultura, Daniela De Carolis: «Quando organizzo un evento voglio offrire qualcosa in più a chi viene, voglio che sia un’offerta culturale che lasci il segno».

Daniela De Carolis

La consigliera non è nuova, infatti, nella messa in piedi di eventi culturali del genere, a partire dal 2019, quando ha iniziato ricoprendo la carica di presidente della Biblioteca comunale di Petritoli, e continua a farlo con l’attuale mandato ottenuto dall’ultimo risultato elettorale. Tutti eventi di grande successo di pubblico che De Carolis si augura di ottenere anche con questo happening dedicato al mondo espressivo dell’artista Paolo Cudini e le sue fotografie di strada.

«Perché la fotografia di strada? Perché è anche una gara di velocità, una sfida, in una frazione di secondo devi immortalare tutto e cogliere l’attimo che sarà l’espressione della foto –  continua Cudini – in un mondo moderno dove tutti vogliono apparire io mi mescolo e passo inosservato tra la gente proprio per cogliere l’essenza della strada e dei suoi personaggi. A volte fotografo anche case, palazzi, dei particolari di essi usando però una inquadratura, un taglio, che renda artistica la foto e che abbia un mio tratto distintivo».

Molte le mostre che hanno visto esposte le sue opere in giro per il mondo, da Tula in Russia a Varsavia, New York per una collettiva, Brescia, San Pietroburgo, passando anche, ovviamente, per i luoghi vicini alla sua città di origine, quali Tolentino, Treia e Macerata stessa. Grande attesa, dunque, per la personale in apertura a Petritoli su Paolo Cudini che si definisce un poeta delle immagini, un fotografo degli sguardi.

Uno degli scatti di Cudini in mostra

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