di Andrea Braconi

Ci sono date che segnano un passaggio decisivo nelle nostre vite. Quella di Alessandro e Michela il 3 giugno 2018 ha preso una nuova direzione, carica di emozioni contrastanti ma un obiettivo chiaro: continuare a diffondere l’amore della figlia Matilde per la scuola e per la lettura.

“Si è ammalata a 13 anni – racconta Alessandro – ha vissuto la terza media e la prima parte del quarto ginnasio del Classico come una grazia. Era molto legata ai compagni ed essere consapevole di avere un malattia seria le ha dato quel desiderio di studiare, che era riconoscenza verso la vita. Il fatto di aver difficoltà nella visione, con un tumore cerebrale che andava a comprimere il nervo ottico, la difficoltà alla mano e nello sfogliare i libri: tutto questo le ha fatto vivere lo studio come un’ancora di salvezza e ha affrontato un anno e mezzo di malattia con passione. Questo l’ha aperta, nonostante la sofferenza, e attraverso lo studio è fiorita con una personalità meravigliosa”.

Dalla malattia è nata una creatura che avete definito “portentosa”.

“Sì, e questo portento ci ha salvato tutti. L’energia vitale che è stata in grado di donarci l’abbiamo voluta rimettere in circolo, cercando una realtà che avesse a che fare con scuola, educazione, formazione e giovani.”

Così è iniziato il rapporto con l’associazione Condividere Odv ed il fondatore Don Luigi Valentini.

“L’associazione di Porto San Giorgio è nata nel 2002. Don Luigi Valentini, scomparso 2 anni fa, fin dagli anni ’70 era attivo in America Latina e particolarmente attento a creare centri educativi che potessero fornire a bambini e ragazzi realtà in cui imparare, soprattutto il rispetto di se stessi e degli altri. È stato un antidoto alla delinquenza, con tanti giovani che si sono formati e salvati. A San Paolo del Brasile sono stati creati asili nido, scuole dell’infanzia, doposcuola per bambini in età scolare, centri di formazione professionale per avviamento al lavoro, dove si impara a fare i fornai, tagliare e cucire stoffe. Negli anni è stato attivato anche un centro per anziani, dove si può fare vita di relazione e socializzare. Sono realtà che danno occasioni emancipative a chi le frequenta, opere costruite o in prossimità delle favelas o in zone popolari dove comunque il rischio di disoccupazione e di abbandono scolastico è molto alto. Quasi 2.500 persone sono seguite da Condividere ed è stata attivata un’adozione a distanza grazie a fondi che arrivano dall’Italia per permettere loro di studiare.”

E il Projetinho Matilde, quindi, sta dentro la progettualità di Condividere.

“Dalla morte di Matilde abbiamo voluto far fiorire un’occasione di vita per bambini che vivono in contesti difficili, se non degradati, dell’America Latina. Ho accompagnato Don Luigi nell’ultimo viaggio laggiù a controllare le sue opere e cercare di trovare sempre più fondi, per risolvere problemi, assumere nuovo personale e soprattutto incontrare la gente, da persona innamorata della vita. Aveva piacere del contatto umano, quando lo vedevano tutti lo abbracciavano. Una figura carismatica, che mi ha fatto vedere tutte le opere attivate, compresa la classe di un asilo per bambini di 4-5 anni con un turno mattutino da 27 ed uno pomeridiano di altri 27, a lunedì al venerdì con 3 pasti.”

Qual è il vostro budget di riferimento annuale per sostenere il progetto?

“Parliamo di 12.500 euro come cifra necessaria per far funzionare la classe. Finora l’obiettivo è sempre stato raggiunto e lo scorso anno l’abbiamo addirittura superato: con le donazioni ed i proventi del concerto di Ginevra Di Marco abbiamo raggiungo la cifra di 14.205 euro. Quest’anno siamo arrivati a superare la metà di 12.500, con rappresentazioni teatrali e donazioni.”

Nel mese di giugno proprio con una commedia, intitolata “Chiedo scusa”, avete realizzato ben due sold out.

“Al giardino del centro sociale di Santa Caterina sono venute 500 persone in due serate, un traguardo importante che ci ha permesso di raccogliere tanti fondi. C’è poi stata una terza replica il 24 giugno a Montefano, nell’ambito di una rassegna teatrale, e anche lì gli organizzatori hanno deciso di devolvere l’intero incasso al progetto. L’ultima tappa, per ora, sarà quella di Falerone, poi vedremo per l’autunno.”

Fermiamoci su questo evento, partendo appunto da data e location: venerdì 8 luglio, ore 21.15, Teatro romano di Falerone.

“Questa commedia scritta da Pietro Marzi, commediografo e attore per passione, è divisa in tre atti in italiano e vede la presenza in scena di 3 personaggi interpretati dalla Compagnia teatrale ‘Pochi ma Buoni – come i maccheroni’. La storia che si dipana intorno al desiderio di uno di questi personaggi, che interpreto io, di rimettere in ordine il caos della sua vita, vissuta tra cinismo e pressappochismo. Nel farlo in realtà crea più caos di quanto già non ne avesse creato. Il senso di quest’opera è imparare a perdonarci, il tentativo di guardare il presente e il futuro con una prospettiva diversa. La rappresentazione si gioca sui toni del dolce e dell’amaro, ma risulta molto gradevole, con un testo che spinge anche alla riflessione esistenziale.”

E la scelta del Teatro romano?

“Avevamo dei contatti, abbiamo presentato il progetto ed è stato valutato positivamente, al punto da venire patrocinato dall’Amministrazione comunale. Tutto l’incasso sarà completamente devoluto in beneficienza per il progettino e questo ha dato una caratura importante alla nostra proposta.”

PRENOTAZIONE BIGLIETTI

tel. 3274069823

biglietto unico 10 euro

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