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Casina delle Rose, Interlenghi a Calcinaro: «Proseguire nella vendita sarebbe un danno erariale»

FERMO - Il capogruppo di Fermo Capoluogo si rivolge direttamente al sindaco: «I dubbi sollevati dall’associazione Demos sono molteplici in quanto essa ritiene che la base d’asta della vendita sia sottocosto. Non c’è alcuna fretta di vendere il gioiello della città»

Renzo Interlenghi

«La novità introdotta dal documento predisposto dall’associazione Demos e la diffida depositata in Comune con cui si intima ai Dirigenti e agli Amministratori di fermare la vendita della Casina delle Rose, apre uno scenario dal quale il Sindaco e la sua maggioranza non può prescindere. Per una volta voglio, simbolicamente, sotterrare l’ascia di guerra per raggiungere un fine alto, chiedendo all’amico e collega Paolo Calcinaro, dallo scranno che occupo all’opposizione, di ascoltare le richieste dell’associazione e di tutte quelle cittadine e cittadini che la sostengono sia formalmente che idealmente, quanto meno affinché si apra un tavolo di confronto». A parlare è il capogruppo di Fermo Capoluogo, Renzo Interlenghi, che attraverso una lettera punta nuovamente il focus sulla questione infinita legata alla Casina delle Rose.

«Non c’è alcuna fretta di vendere il gioiello della città che, a mio avviso, dovrebbe rimanere di proprietà comunale, come non c’era alcuna fretta a vendere la casetta del custode, atto perpetrato in fretta e furia – prosegue Interlenghi -. I dubbi sollevati dall’associazione sono molteplici in quanto ritiene che la base d’asta della vendita sia sottocosto, tenuto conto del fatto che, allo stato, sull’immobile è stata approvata, illo tempore, una variante urbanistica per ampliarne la volumetria per tre piani portando i mq dai circa 1000 attuali a circa 5000».

«La stima utilizzata per stabilire il prezzo a base d’asta sarebbe affetta anche da un vizio originale in quanto il prezzo da utilizzare dovrebbe essere, almeno, lo stesso già utilizzato per la vendita della casetta del custode (€ 2.080 al mq) e non quello preso a riferimento dall’Agenzia delle Entrate nel 2016. In base alla volumetria realizzabile il valore complessivo raggiungerebbe quota 11 milioni di euro. Inoltre, grazie ai benefici per crediti d’imposta e a quelli che potrebbero comportare che una parte dell’edificio potrebbe essere destinato a residenziale (condhotel di cui al Dpcm 13/2018) chi acquista si ritroverebbe tra le mani una miniera – conclude Interlenghi -. Proseguire nella vendita potrebbe comportare, quindi, un danno erariale, oltre che rappresentare uno sfregio alla città tutta. Chiedo al Sindaco e alla maggioranza di ascoltare questo mio invito, perché la città la si governa insieme ai cittadini».


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