facebook twitter rss

Jova Beach Party, il compromesso mancato. Intanto scatta la protesta in spiaggia e Calcinaro tuona: «Raccontare tutta la verità» (Ascolta la notizia)

JOVA BEACH PARTY - Tra gli ambientalisti e l'amministrazione comunale di Fermo è ormai guerra aperta. Sabato 30 luglio, alle 11.30 è prevista una manifestazione di protesta contro il maxi-evento. Si poteva evitare di esacerbare i toni? Probabilmente sì, ma è una strada mai percorsa
Print Friendly, PDF & Email

di Alessandro Luzi

“Non m’annoio” potrebbe essere la colonna sonora della gestazione del Jova Beach Party a Casabianca-Lido di Fermo. Un periodo burrascoso segnato da comunicati stampa, accese discussioni, delibere, esposti, appelli al ministro Roberto Cingolani e all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale). Intanto le due date dell’evento sono ormai prossime e, salvo eclatanti colpi di scena dell’ultima ora, il litorale fermano diventerà “L’ombelico del mondo” per migliaia di appassionati.

Un maxi-evento che ha posto muro contro muro le associazioni ambientaliste locali e l’amministrazione comunale della città. Motivo della discordia? La nidificazione del fratino nell’area attualmente adibita allo svolgimento dell’evento. Già erano piovute critiche durante la prima edizione del 2019 ma, alla fine dei giochi, una sorta di compromesso era stato raggiunto. Stavolta trovare una sintesi sembra davvero una missione impossibile. Il dibattito si è esacerbato al punto tale che la distanza tra i due organi è incolmabile, tant’è che domani, alle 11.30 è prevista una manifestazione di protesta proprio nel tratto di spiaggia destinato al Jova Beach Party.

Ascolta la notizia:

Tuttavia c’era il tempo a sufficienza per ascoltarsi e venire incontro alle esigenze reciproche ma questa occasione è stata gettata alle ortiche. Certamente mettere d’accordo tutti è difficile, anche per un “ragazzo fortunato” come Jovanotti. Però, facendo ricorso al buon senso, una soluzione soddisfacente poteva essere trovata. Per esempio, perché non spostare l’evento in una zona più adeguata ad ospitare maxi-eventi? «In quel tratto di spiaggia ha nidificato il fratino fino al 2018 – conferma Fabio Vallarola, responsabile tecnico scientifico di Tag Costa Mare – Come comitato abbiamo chiesto sia al Comune di Fermo che al dirigente dell’Ufficio Lavori Pubblici e Ambiente le relazioni dell’ornitologo ma queste non ci sono mai state fornite. Quindi da quel momento non abbiamo più registrato nidi di fratino ed il motivo sarebbe legato al Jova Beach Party del 2019. Presumibilmente le mutazioni delle condizioni geomorfologiche, i sedimenti e la copertura vegetazionale sono stati troppo alterati per la sosta dei fratini». «Nel 2019 è stato avvistato anche un esemplare di corriere piccolo» aggiungono dalla Lipu di Fermo. Tali dichiarazioni sono in evidente contrasto con l’uscita sui social dei giorni scorsi del sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro: «Gli esperti incaricati ci scrivono che è dal 2017 che non nidifica il fratino (sempre tra aprile e maggio) e che la spiaggia ridotta nello stato attuale…i fratini li scoraggia!».

Dunque, stando agli ambientalisti, ci sarebbe un nesso di causalità evidente tra il concerto e la migrazione del fratino in altre aree più ospitali dal punto di vista ambientale. Di tutt’altro avviso il primo cittadino. Certo, è difficile non pensare che un tipo di fauna locale così delicata, possa risentire di un mega-palco e 40mila presenti. Per questo aspetto sono volati gli stracci anche in casa Wwf. L’associazione nazionale, difatti, tramite il Jova Beach ha deciso di avviare una raccolta fondi per pulire 20 milioni di metri quadrati di spiagge. In disaccordo, la sezione di Fermo ha deciso di chiudere la sua sede.

Nel 2019 l’amministrazione comunale tentò di porre rimedio all’impatto causato dall’evento e ripristinò l’habitat naturale con alcune essenze arboree mirate alla nidificazione del fratino, con l’augurio da parte delle associazioni ambientaliste che non si ripetesse più. Invece dopo 3 anni siamo tornati al punto di partenza, infatti le ruspe si sono rimesse al lavoro su quel tratto di spiaggia. Ciò suscita delle perplessità: perché investire nella ripiantumazione per poi toglierla di nuovo? Insomma, per il ritorno di una specie protetta come il fratino c’è poco da “pensare positivo”? La Lipu aveva suggerito altre aree più idonee a questo tipo di manifestazioni, perciò non era un “no” aprioristico. La Giunta invece ha preferito tirare dritto per la sua strada, forte delle sue convinzioni. Bene ricordare che svolgere l’evento sul litorale non era una conditio sine qua non per l’organizzazione del Jova Beach Party. Infatti il tour prevede date all’Aeroporto di Bresso, all’Ippodromo dei Fiori di Albenga e a Gressan, piccolo Comune della Val d’Aosta. Certo è che sono state lanciate accuse pesanti anche da parte delle associazioni ambientaliste, che hanno usato termini ‘forti’ sulla scelta di svolgere l’evento a Casabianca.

Pertanto alle prime battute c’era un margine di trattativa e, attraverso delle operazioni di mediazione, sarebbe forse stato possibile combinare la promozione turistica alla tutela dei siti naturalistici. Invece il concertone si farà dove previsto, i 40mila fan se ne andranno e, dal punto di vista della progettualità turistica, l’impressione è che senza un coordinamento territoriale, la provincia fermana continuerà a rimanere con “Le tasche piene di sassi”. Poi è vero che le spiagge sono messe a dura prova anche dagli eventi degli stabilimenti balneari e dalle grigliate di Ferragosto, ma è bene distinguere la grande adunata di persone che stazioneranno per due giorni, da qualche ora di divertimento. L’impatto è decisamente differente. 

Intanto ieri Calcinaro, sul suo profilo Facebook, ha risposto alle critiche ricevute negli ultimi giorni: «Alla vigilia del concerto del 2019 fu proprio la Lipu che, seppur contraria all’evento, chiese di riportare “a sabbia” l’area fratino poiché invasa da vegetazione infestante: oggi riportarla a sabbia genera invece polemiche a non finire. Il Wwf nazionale, con i propri tecnici botanici e biologi, oltre che a ornitologi professionistici ci hanno evidenziato, nero su bianco, che l’area con l’erba infestante lasciata in questo modo è controproducente all’insediamento del fratino. Inoltre ogni essenza tipica è stata salvaguardata e rimessa a dimora. Infine stiamo difendendo quell’area dalla costruzione di nuovi stabilimenti balneari, come previsto dal piano spiaggia approvato dall’amministrazione precedente». Domani invece scatterà la manifestazione di protesta promossa Eugenio Iommi, Lorenzo Mandolesi e Simone Alvear Calderon a cui ha aderito anche Sinistra Italiana: «Il sindaco si giustifica sostenendo che si trattava di un’area di scarso valore e il concerto avrebbe portato ad una forte ricaduta economica. Nessuna delle due è corretta, essa nasconde un piano culturale che considera l’ambiente come un bene da mercificare, in barba alle condizioni ambientali». Lo scontro verbale è destinato ad alimentarsi ulteriormente e forse si poteva evitare provando a raggiungere un compromesso equo mirato alla tutela del bene comune che tutti vogliono. “Viva la libertà” e il rispetto del patrimonio pubblico.     


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti