Gli uomini della stazione di Porto San Giorgio, all’esito di una minuziosa attività d’indagine, hanno deferito alla Procura della Repubblica del capoluogo due soggetti di origine campana, entrambi di circa 50 anni, per tentata truffa in concorso.
«Nel mese di maggio scorso, due soggetti originari della provincia di Napoli, entrambi già gravati da precedenti di polizia specifici per reati in danno del patrimonio, avevano contattato telefonicamente il titolare di un bar-ricevitoria di Porto San Giorgio, spacciandosi come assistenti telefonici della società “Mooney Spa” – si legge nella ricostruzione dei fatti da parte dell’Arma -. Con quella comunicazione, segnalando alla vittima prescelta la necessità di risolvere inesistenti disservizi di natura telematica, la inducevano, con tale raggiro, ad eseguire decine di operazioni online di accredito per la ricarica di una carta mooney nella loro disponibilità, per una somma complessiva di poco superiore ai 15mila euro. La truffa ordita dai due malfattori, però, fortunatamente non andava a buon fine perché il titolare della ricevitoria, forse messo sull’avviso anche dai vari appelli alla cautela diffusi nelle ultime settimane dalla compagnia carabinieri di Fermo, a fronte dell’aumento delle truffe online, decideva di verificare e segnalare quegli accrediti direttamente alla società “Mooney-Sisalpay”, che fiutato l’inganno bloccava immediatamente le operazioni».
Dopo la denuncia formalizzata dal titolare di quella ricevitoria, presso la stazione carabinieri della cittadina rivierasca, i militari avviavano specifici accertamenti all’esito dei quali, grazie all’analisi di tabulati telefonici e documentazione bancaria, individuavano ed identificavano i due “furbastri” per i quali scattava la denuncia in stato di libertà, alla competente autorità giudiziaria, per il reato di tentata truffa in concorso.
L’appello degli uomini della Benemerita ai cittadini è sempre lo stesso: diffidare delle telefonate e richieste di sedicenti incaricati o rappresentanti della varie societa’, che propongono affari stranamente vantaggiosi o anomali disservizi. Spesso la richiesta, purtroppo, nasconde una truffa bella e buona.















