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Il rimpasto forzato in Regione per gli assessori candidati: il borsino dei papabili

POLITICA – Difficile la soluzione alla questione delle quote rosa, legata alla candidatura dell'assessore Giorgia Latini e della consigliera Elena Leonardi, visto che in maggioranza ci sono soltanto altre tre donne

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Il Consiglio regionale

 

di Luca Patrassi

Partita la campagna elettorale per le politiche del prossimo settembre, a Palazzo Raffaello si fanno le prime mosse in vista dei cambi forzati in giunta regionale. Ci sono quattro assessori e una consigliera regionali che si sono candidati e sono inseriti in posizioni di lista o in collegi che appaiono blindati per il centrodestra, quindi verosimilmente a settembre potrebbero uscire dal fronte anconetano gli assessori regionali Giorgia Latini (Cultura), Guido Castelli (Bilancio), Mirco Carloni (Attività produttive) e la consigliera Elena Leonardi, presidente della potente commissione Sanità. Meno probabile l’elezione del quarto assessore regionale candidato, ossia il forzista Stefano Aguzzi, secondo dopo Valentina Vezzali, al proporzionale per la Camera.

Jessica Marcozzi

Quattro caselle da rideterminare, ammesso (e non concesso) che l’occasione dei ricambio non porti anche a una ricollocazione delle deleghe anche in capo agli altri assessori. Per l’eventuale uscita di Elena Leonardi entrano in gioco, per una questione di quote rosa, Jessica Marcozzi, capogruppo regionale FI, anche lei candidata al plurinominale al Senato, e Simone Livi, ex sindaco di Santangelo in Pontano, primo degli eletti di Fdi nella lista provinciale maceratese: poche chance per lui di fare un doppio salto e ritrovarsi in giunta o alla presidenza della commissione Sanità.

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Daniela Tisi

L’uscita della Latini pone il problema delle quote rosa, in Consiglio la maggioranza ha tre donne (Menghi, Marcozzi e Biondi) ma anche in questo caso sono annunciati passaggi difficili tra equilibri di partito e veti incrociati.

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Chiara Biondi

In sostanza escono due assessori della Lega ed uno di Fratelli d’Italia, ma non è così semplice fare l’identikit dei nuovi assessori: possibile appunto che il governatore Francesco Acquaroli e i vertici regionali dei partiti di centrodestra possano cogliere l’occasione per una redistribuzione delle deleghe in base alle disponibilità dei consiglieri rimasti.

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Andrea Maria Antonini

Per carità, tutti bravissimi, ma è pur vero che si tratta di seconde scelte rispetto alle prime che erano state fatte due anni fa dal governatore Acquaroli e dai partiti: insomma, si annunciano mesi ad alto contenuto di riflessioni per il centrodestra che, pur all’interno della campagna elettorale nazionale, deve studiare il nuovo assetto di giunta e non è che ci sia questa abbondanza di soluzioni dovendo tener presenti le attitudini dei singoli consiglieri, le provenienze geografiche e quelle di partito.

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Marco Ausili

Possibile anche che si faccia ricorso a qualche professionalità esterno, operazione che nel 2020 il governatore Acquaroli aveva evitato di fate.

Tra gli assessori regionali parlamentari in pectore non ci sono maceratesi e dunque è possibile che i nuovi ingressi non siano espressione della provincia citata che ha già Acquaroli e il cingolano assessore alla Sanità Filippo Saltamartini.

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Carlo Ciccioli

Se però si dovesse cedere all’obbligo di fare pronostici qualche nome è ipotizzabile: in quota Lega ci sono i consiglieri regionali Chiara Biondi di Fabriano e Andrea Maria Antonini, attuale presidente della commissione Infrastrutture, in Fdi il pesarese Marco Ausili mentre sul fronte esterno un nome che circola  per le attività culturali è quello della fermana Daniela Tisi.

Poi circola anche per questo giro il nome del presidente del gruppo di Fdi Carlo Ciccioli, lo psichiatra anconetano che prima sembrava voler diventare l’assessore alla Sanità e fino a qualche giorno fa senatore. Magari sarà buona la terza volta.



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