Numeri da capogiro quelli registrati per la sagra della “pappardella co’ la papara” a Falerone. Solo partecipando si è potuto capire l’impegno profuso per la riuscita di un evento del genere, durato ben 14 giorni (esattamente dall’1 al 14 settembre) e che vale la pena raccontare perché racchiude un insieme di positività di cui oggi si sente proprio il bisogno: mantenimento di una tradizione (sia culinaria che musicale per gli amanti del liscio), collaborazione (uno staff di circa 60 volontari) e coraggio. Eh sì perché in un momento difficile come quello che stiamo attraversando non è così facile trovare chi possa occuparsi di un’organizzazione così impegnativa e prolungata. Non si è trattato, come accade solitamente, di un week end ma di 14 giorni consecutivi.
Circa 60 tavoli, da 10 posti ciascuno, hanno ospitato a cena persone da ogni parte della regione tutte le sere con un menù vario che è stato un’esaltazione della tradizione marchigiana (da sottolineare le bruschette con la mentuccia, squisite olive fritte e poi il piatto forte, le pappardelle con la papera) e l’aggiunta di un prodotto tipico abruzzese molto apprezzato: l’arrosticino. Non sono mancate addirittura due serate con il menù di pesce. L’afflusso è stato così rilevante che il comitato organizzatore ha deciso di aggiungere un giorno in più rispetto ai 13 giorni che erano in programma.
«Abbiamo puntato sulla freschezza dei prodotti e sulla qualità» ha spiegato Mauro Vitali, colonna portante dell’organizzazione a cui va il merito di aver voluto fortemente questa festa e aver coinvolto tantissime persone volenterose che, con lui, hanno reso possibile una festa fuori dall’ordinario.
Giovani e meno giovani, insieme per la riuscita della festa. Ci tiene Mauro Vitali ad esaltare il prezioso lavoro di ciascuno partendo da quello che lui definisce un ‘braccio destro’, Mario Antinori, fino al neo presidente della Pro loco, Matteo Colibazzi e tutto l’instancabile staff di questa speciale sagra.
Ogni sera un’orchestra diversa, una pista da ballo sempre piena e persino comode sedute per chi ha voluto godersi lo spettacolo come in un attrezzato teatro all’aperto.
Insomma un’organizzazione davvero impeccabile all’insegna dello svago ma che ha avuto come principale obiettivo quello di mantenere viva una tradizione portando a casa anche un altro importante traguardo: aver rinnovato un sano spirito di collaborazione e uno spiccato senso di appartenenza ad una comunità.
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