E’ a dir poco irritata una sangiorgese di circa 40 anni che ieri, intorno alle 19,15, mentre percorreva via xx settembre, direzione sud, al volante della sua auto, si è imbattuta nell’autovelox all’altezza dell’ex mercato ittico.

L’automobilista viaggiava a una velocità contenuta, dunque ancora non sa dire se sia stata fotografata o meno dall’autovelox (lì il limite di velocità è di 50 chilometri all’ora) ma, a prescindere dalla sanzione, proprio non digerisce il metodo in cui l’impianto di rilevazione elettronico della velocità viene usato.

«Mi trovavo a transitare con la mia auto quando sulla destra, lato ferrovia, ho intravisto una lucina rossa. Poco dopo ho notato una pattuglia della Municipale che era tra gli alberi, in un tratto oltretutto con una scarsissima illuminazione pubblica. L’autovelox è un deterrente ma deve essere ben visibile altrimenti diventa solo una vessazione. Fare questo tipo di controlli in un tratto di via poco illuminato, con il buio e con una pattuglia poco visibile diventa null’altro che voler fare cassa. Mi sono fermata – racconta – per chiedere delucidazioni anche perché non ho visto il cartello che indica la presenza dell’autovelox, e ho chiamato anche un testimone al riguardo. C’era un agente, dall’altra parte della strada, a cui ho chiesto spiegazioni». La pattuglia esegue, si sa, le disposizioni che arrivano dal comando, dal Comune.

«Ecco, appunto – incalza la sangiorgese – il sindaco Vesprini cosa dice al riguardo? Se l’autovelox è installato di giorno, e ben segnalato, come avviene lungo la strada Fermana, allora sì è un deterrente per chi corre. Se invece viene usato in questo modo, diventa solo un modo per fare cassa. Ed è quanto di più inaccettabile, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo con tanta gente che non arriva a fine mese, che deve fronteggiare la crisi sul lavoro, che deve pagare le bollette astronomiche, che non ha nemmeno i soldi per mangiare. L’amministrazione, il sindaco, non possono non sapere. E vorrei che si pronunciassero per spiegare questo utilizzo dell’autovelox». E, manco a dirlo, qualora dovesse essere stata sanzionata, la donna è pronta a impugnare la sanzione presentando ricorso.

 

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