«Il caso dell’assessore Maurizi non si può chiudere qui, è successo qualcosa di grave. Il sindaco Pignotti gli revochi l’incarico». La scorsa settimana è stata monopolizzata dal post su Facebook dell’assessore Paolo Maurizi, che parlava delle procedure su alcuni affidamenti del verde pubblico. Dopo le critiche dell’opposizione, il primo cittadino Alessio Pignotti ha provato a chiudere il caso, rassicurando sul corretto operato da parte degli uffici comunali, sia a mezzo stampa che con un intervento in Consiglio comunale.
Ma il caso, per la coalizione di centrosinistra Noi insieme, non può essere archiviato e stamattina i tre consiglieri del Pd Fabiano Alessandrini, Roberto Gallucci e Mirco Romanelli, hanno depositato una mozione, da discutere in aula consiliare. Il terzo punto chiede al sindaco Pignotti di revocare Maurizi dalla giunta, «per tutelare la reputazione dell’ente». Nella mozione si ripercorrono le tappe della vicenda. «Nel post di Maurizi sono comparse dichiarazioni, evidentemente rivolte alla Giunta Comunale ed in particolare all’Assessore Michela Romagnoli, concernenti le modalità di affidamento di alcuni appalti, nelle quali si evincevano modalità di affidamento poco chiare, con indizi di possibili irregolarità, chiamando in causa uffici comunali e ditte private. Modalità di cui, sempre secondo il Maurizi, la Giunta era al corrente».

Assessore Paolo Maurizi
Come ormai noto, il post è stato rimosso poco più tardi e l’assessore Maurizi ha spiegato, sempre tramite social, che gli era stato hackerato il profilo. «Il sindaco Pignotti – prosegue il centrosinistra – ha dichiarato, previa informativa negli uffici, che tutte le procedure erano regolari, ha detto di riporre massima fiducia nel loro operato, ha spiegato inoltre di aver incontrato l’assessore Maurizi e di essersi chiarito con lui. A questo punto, chiediamo se le parole dell’assessore ledano l’operato degli uffici, la reputazione delle ditte coinvolte e dell’ente stesso. Il tentativo di scaricare le responsabilità su un presunto hackeraggio, palesemente non suffragato da elementi concreti, risulta indicativo di un modo di fare non trasparente, non in linea col ruolo ricoperto. Chiediamo al Sindaco di rendere note le modalità delle verifiche effettuate, se per le stesse si è avvalso di organismi interni o terzi; di rendere noto il chiarimento avuto con Maurizi e le motivazioni che lo hanno indotto alle dichiarazioni che ha rilasciato, infine a revocare l’assessore Maurizi, per tutelare il Comune».














