da sin. Fabrizio Cesetti e Luca Piermartiri
«È sempre così… dopo gli annunci e qualche passerella politica in giro, per la destra arriva poi il momento di dimostrare la sua inadeguatezza. Evidentemente, per chi guida le Marche lo stato d’emergenza per il terremoto può tranquillamente attendere: è molto grave il voto da parte della maggioranza a favore del rinvio della mozione d’urgenza presentata dal gruppo Pd» sono le dichiarazioni di Luca Piermartiri, segretario Pd Federazione di Fermo dopo che le dichiarazioni di Marinelli e Serfilippi hanno infuocato il consiglio regionale di ieri.
«Uno schiaffo ai territori colpiti dall’ultimo sisma – aggiunge Piermartiri – Se non si procede immediatamente con la richiesta dello stato di emergenza, volto ad accertare correttamente e in tempi brevi i danni, a pagarne le conseguenze saranno i cittadini, le imprese, gli enti locali e gli edifici pubblici. Un segnale importante per le nostre comunità, per i sindaci e per cittadini colpiti. Le assurde e incommentabili dichiarazioni di Marinelli non sembrano invece presagire nulla di buono. Ci auguriamo che il presidente Acquaroli smentisca quanto detto dal capogruppo leghista. Non vorrei che per non scomodare il Governo siano le Marche a pagarne il prezzo».
«In consiglio – rincara la dose il consigliere regionale Pd, Fabrizio Cesetti – ho ascoltato cose prive di senso. La maggioranza ha sostenuto che prima di richiedere lo stato d’emergenza bisognerebbe rilevare i danni. E’ esattamente il contrario. Lo stato d’emergenza serve proprio per rilevare danni visibili e non visibili e per mettere in atto le iniziative necessarie a fronteggiare le conseguenze che si sono palesate e quelle che dovranno essere accertate. Per quale motivo rinviare la mozione? Per quale motivo non richiedere lo stato d’emergenza per un terremoto da magnitudo 5.7? Esso è tale se appunto viene dichiarato con urgenza; se questa maggioranza intende posticipare i tempi vuol dire che non ha contezza della situazione. Votare la mozione all’unanimità avrebbe dato forza allo stesso presidente Acquaroli nell’avanzare la richiesta. Non è una questione politica bensì un segnale importante da dare ai territori colpiti: un atto oltremodo di carattere preventivo nell’eventualità dovessero insorgere ulteriori scosse affinché avvenga un controllo capillare ed accurato e per mettersi nelle condizioni di adottare eventuali provvedimenti di somma urgenza».














