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Il Pd sulla pista di ghiaccio: «Scelta inopportuna, uno spreco di risorse»

FERMO - Si allunga la lista di chi contesta l'installazione della struttura. Tuonano i dem: «Risorse che in questa fase potevano essere utilizzate per ridurre il costo delle bollette. Come partito avevamo espresso la nostra contrarietà nella terza commissione»
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«La legge di bilancio che il Parlamento si sta avviando ad approvare prevederà risorse da destinate alle misure contro i rincari energetici di oltre 21 miliardi di euro, un terzo del totale. Miliardi di euro che escono direttamente dalle tasche dei cittadini, degli artigiani e delle imprese italiane. Cittadini costretti a ridimensionare i propri consumi per riscaldare le proprie abitazioni ed aziende che vedono schizzare alle stelle le spese di energia e materie prime. Costi che si riflettono su una crescita dell’inflazione che non si vedeva da decenni e conseguente perdita del potere di acquisto delle famiglie».

Lo afferma, in una nota, il Partito Democratico di Fermo, che poi aggiunge: «Tutto questo per sottolineare come la città di Fermo non sia un mondo a sé ma parte di un sistema più complesso. Mentre si dibatteva se abbassare la temperatura e addirittura ridurre l’orario scolastico, quest’anno ci sembrava quanto mai inopportuna la necessità di installare a Fermo, e in altre città, una pista di ghiaccio capace di fagocitare enormi quantità di energia. Una pista di pattinaggio all’aperto di medie dimensioni consuma, durante il periodo invernale, qualcosa come 19.000 litri d’acqua ed immette nell’atmosfera 5,5 tonnellate di CO2. Uno spreco di risorse che in questa fase poteva essere utilizzato per ridurre il costo delle bollette. Così come si raziona l’acqua per le attività non essenziali durante una crisi idrica, così sarebbe necessario fare in caso di crisi energetica».

«Come PD – si conclude la nota – avevamo espresso la nostra contrarietà nella terza commissione con il consigliere Nicolai e come coalizione #FermoFutura con il consigliere Interlenghi, apprezziamo molto anche le parole de “La città che vogliamo”, segno di una sensibilità ambientale e sociale che denotano responsabilità. A nostro avviso quest’anno sarebbe stato possibile ed eticamente opportuno creare delle attrattività natalizie alternative, invece si rischia solo di dare un ulteriore schiaffo alle tasche delle famiglie e delle imprese».

 

Pista di ghiaccio, ‘La città che vogliamo’: «Si poteva trovare un’alternativa ma tempi e costi non l’hanno permesso»

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