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Reddito di cittadinanza, l’annuncio di Vesprini: «Chi è idoneo lavorerà per verde e assistenza»

PORTO SAN GIORGIO - A Porto San Giorgio partono i Puc. Progetti per impiegare i percettori del reddito di cittadinanza. Sono 25 quelli occupabili su una platea di 113 beneficiari. Sette i progetti al via. Chi rifiuterà perderà anche il reddito di cittadinanza. Si occuperanno di verde piuttosto che di assistenza a persone sole.
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di Sandro Renzi

Tra i primi Comuni delle Marche, Porto San Giorgio farà da apripista individuando alcuni cittadini, 25 per la precisione, che percepiscono il reddito di cittadinanza e sono idonei a svolgere una occupazione, da impiegare nell’espletamento di alcuni servizi pubblici che riguardano ad esempio la gestione del verde o l’assistenza a persone sole. Si tratta dei Puc, progetti utili alla collettività, e sono sette quelli predisposti dall’Amministrazione Vesprini. «Siamo riusciti a portare a termine un progetto importante -ha spiegato il sindaco Valerio Vesprini in conferenza stampa – utilizzare i percettori di reddito di cittadinanza nell’esecuzione di alcuni lavori comunali, utili alla collettività. Si tratta di progetti che vanno incontro alle difficoltà degli enti e, nel caso specifico di Porto San Giorgio, interesseranno la cura e gestione del verde piuttosto che l’assistenza a persone che vivono da sole».

Cinque progetti, in particolare, interesseranno l’assessorato ai servizi sociali guidato da Carlotta Lanciotti. «I soggetti individuati potranno essere impiegati da un minimo di 8 ore settimanali fino ad un massimo di 16. Tre progetti sono stati presentati dal Liceo Artistico. Uno riguarda il supporto agli uffici per la digitalizzazione e la segreteria, durata minima otto mesi. Altri due progetti saranno da supporto alla didattica laboratoriale e alla cura dell’estetica, quest’ultimo attraverso la manutenzione del muro di recinzione della scuola stessa. La durata è di due mesi». Altre due associazioni, Amici a 4 zampe e Bet onlus hanno chiesto di attivare i Puc, rispettivamente per la cura degli amici a quattro zampe e l’assistenza di persone che vivono da sole. Entrambi hanno avuto il via libera.

Fin qui gli interventi nel sociale. Ad essere interessato, infatti, è anche l’assessorato all’ambiente di Fabio Senzacqua. Sono due, in questo caso, i Puc  proposti. «Abbiamo visto subito, appena insediati, le criticità da affrontare e su cui spalmare questi progetti. Gestire il verde a Porto San Giorgio, ad esempio, non è semplice e richiede personale. Abbiamo allora studiato l’iniziativa ‘Città pulita’ che durerà 396 giorni e partirà a brevissimo, per un totale di 15 persone, otto identificate dal centro per l’impiego e otto dai servizi sociali per 16 ore settimanali».

Cosa potranno fare? Sorveglianza degli spazi pubblici, cura del verde, pulizia, raccolta dei rifiuti abbandonati. Anche imbracciare un decespugliatore sotto l’occhio vigile però di un dipendente che dovrà assisterlo. Il secondo progetto si chiama ‘Spiaggia dorata’ e inizierà il primo aprile per chiudersi il 30 settembre. «Le unità impiegate saranno 6 – aggiunge Senzacqua – e affiancheranno il personale comunale e quello della Sgds nella raccolta dei rifiuti abbandonati sulla spiaggia e nella pulizia dell’arenile». L’iter per arrivare a “licenziare” i Puc non è stato semplice. Lo ha ribadito il dirigente ai servizi sociali, Alessio Sacchi, ricordando quanto sia complesso mettere insieme tanti enti, compreso l’ufficio di collocamento. L’iter di approvazione di un progetto simile, infatti, parte dall’Ambito sociale XIX che deve vagliare le proposte e poi rimandare ai servizi sociali comunali l’onere di contattare le persone occupabili che percepiscono il reddito di cittadinanza, ovviamente confrontandosi con gli uffici provinciali per l’impiego. Cosa accade se qualcuno rifiuterà di aderire ad un Puc? Perderà il diritto al reddito di cittadinanza. Va detto pure che questi servizi saranno svolti senza percepire un euro in più dai soggetti coinvolti, ma resterà in capo all’Ambito sociale la parte assicurativa.  «Sono 113 a Porto San Giorgio le persone che hanno diritto al reddito -ha concluso l’assistente sociale, Cecilia Pompei – e di queste solo 25 quelle occupabili con obbligo quindi di aderire al progetto. Sono state quasi  tutte contattate ed ascoltate. Abbiamo quindi verificato che fossero effettivamente delle risorse in grado di aderire ai Puc. Non a caso i progetti vengono costruiti sulla base delle attitudini del singolo candidato».


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