di Matteo Malaspina
Nella regione Marche, stando all’ultimo aggiornamento del 2022, le denunce di persone scomparse sono oltre 700. Focalizzandosi sulla provincia di Fermo, 37 sono i minori stranieri che sono spariti (di cui 10 ritrovati) mentre i maggiorenni sono 7 (2 ritrovati cadaveri, 4 in buona salute e una non ritrovata che fa riferimento alla signora Conti di Amandola scomparsa ad ottobre).
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Numeri che, confrontati su scala nazionale con, da gennaio 1974 al 30 giugno di quest’anno, oltre 77 mila denunce di scomparsa, sono esigui ma che comunque pongono una problematica importante la quale il neo Prefetto di Fermo, Michele Rocchegiani, ha voluto trattare questa mattina in occasione della Giornata dedicata agli scomparsi.
«Quello di oggi vuole essere un momento per noi soggetti istituzionali di veicolare alla collettività un patrimonio informativo in ordine alle procedure e poter dare informazioni per intervenire il più velocemente possibile. Inoltre, è bene sensibilizzare so un tema spesso non tenuto in considerazione, ovvero lo stato d’animo del familiare – dice il Prefetto presentando il convegno -. Vorrei sottolineare come un intervento tempestivo e immediato, che non esclude il coinvolgimento degli organi di informazione perché possono rappresentare un ottimo veicolo per il rintraccio della persona o per indurla a fare ritorno a casa, sia fondamentale. La Provincia è attenta a questo tema visto che ha un piano provinciale per il rintraccio delle persone scomparse recente, aggiornato al dicembre 2020».
Snocciolando i dati sopra forniti c’è da puntualizzare che, quando si parla di minori, l’85% sono minori non accompagnati che si allontanano dalla comunità di accoglienza (Montefortino, Pertitoli e Amandola su tutti), per la maggior parte stranieri che arrivano in Italia e scappano poi in altri Paesi. Per quanto riguarda gli altri casi, i motivi che stanno dietro ad una scomparsa minorile vanno dai più tragici come il traffico organi o di minori, al bullismo, a quelli futili come un brutto voto a scuola o un’esperienza amorosa. Mentre, per i maggiorenni, i casi sono per lo più persone fragili o anziani con problemi neurodegenerativi.
L’altra faccia del problema sono i familiari che restano in attesa. Una tematica che associazione come Penelope ha a cuore da 20 anni, fornendo supporto alla famiglia e agli amici, facendo da tramite tra familiari e istituzioni e proponendo modifiche alle leggi.
«La media ci dice che per ogni persone scomparsa di sono 3 persone in attesa. I familiari o gli amici delle persone sparite hanno scompensi psicologici non indifferenti, non avendo un corpo su cui piangere e non avendo la certezza della morte. Vivono un lutto anacronistico, sperando di riabbracciare il proprio care anche dopo 30 anni dalla scomparsa – dice la portavoce di Penelope Italia, Alessia Natali -. Altro tema è quello dei cadaveri non identificati (21 nelle Regione): morti di verosimilmente cui sono state denunciate le scomparse ».
I dati ci dicono anche che gran parte vengono ritrovati la prima settimana, grazie alla tempestività di intervento e alle informazioni che le unità operative riescono a raccogliere dai conoscenti. «Sono molti gli esempi che si possono fare. A me è capitato di dover cercare una ragazzina di 15 anni incinta coinvolta in un giro di prostituzione, poi ritrovata tramite una grande attività investigativa nonostante non avesse il cellulare al seguito – dice il Vicario del Questore di Fermo, Antonio Stavale -. O un ragazzo magrebino scappato dopo un brutto voto a scuola, rintracciato in Ancona dopo una settimana dalla fuga».
Tutti casi che hanno coinvolto vari reparti di ricerca, tra cui i Carabinieri. «Immediatamente viene attivato un tavolo tecnico in caso di scomparsa, in una Provincia come Fermo dove c’è un forte legame tra soggetti istituzionali e associativi – aggiunge il Comandante Troiani -. Importante è la condivisione delle informazioni e la tempestività nell’attività di ricerca».
Ricerche che vedono in prima linea la Guardia di Finanza, presente oggi con il Colonnello Bolognese, i Vigili del Fuoco (rappresentati dal comandante provinciale), il Corpo Nazionale del soccorso alpino e la Marina Militare. Oltre alla Polizia Locale, i sindaci, i volontari della Protezione Civile e il 118.
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