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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Riapre Villa Ricci, il relais di lusso dove ci si immerge nelle arti e nella storia (Le Foto)

PEDASO - La Villa riapre i battenti puntando su due formule turistiche differenti, una più estiva e una invernale, capaci quindi di attirare pubblico anche in quei mesi meno vocati alle vacanze. Primo fine settimana in programma quello prossimo, durerà tre giorni (20, 21 e 22 gennaio) e sarà un approfondimento tenuto dal filosofo Diego Fusaro sul tema del sacro e profano oltre la tecnica artistica

«Grazie» è stata la parola che ha segnato il sentito taglio del nastro inaugurale di Villa Ricci a Pedaso avvenuto ieri pomeriggio. Una parola pronunciata così di pancia da qualcuno proprio come a voler esprimere quanto la ripresa dell’attività di questo relais di lusso, rimasto chiuso dal 2017, sia considerata di fondamentale importanza non solo per la città ma anche per il territorio circostante.

Dieci camere matrimoniali arredate con coerenza di stile, ognuna dotata di bagno interno, a ciascuna delle quali è stato dato il nome di qualcosa legato alla dimora o al mare come, ad esempio, “Terrazza”, la suite dotata di veranda interna, o “Spiaggetta” per quella che ha la vista sul mare. La storia di Villa Ricci inizia nella seconda metà del Settecento, allorché venne ampliata la parte di una struttura già esistente. Essenziale dal punto di vista architettonico, anche perché utilizzata quale punto di raccolta e di transito per gli agrumi che, provenienti dalla Sicilia, erano indirizzati poi verso Austria e Germania. Successivamente, nell’Ottocento, l’edificio si trasforma in villa, con l’aggiunta dei piani superiori e diventa un delizioso relais permeato da una calda atmosfera familiare dopo una profonda trasformazione avvenuta dopo il 1996.

Dunque, sotto la guida dell’amministratore unico Simone Garbuglia, riapre i battenti puntando su due formule turistiche differenti, una più estiva e una invernale, capaci quindi di attirare pubblico anche in quei mesi meno vocati alle vacanze. Per la prima gli ospiti potranno contare su una spiaggia a soli 20 metri di distanza e terrazze che affacciano su un patio interno ornato da un bellissimo giardino. La seconda è il vero punto di svolta e sarà dedicata alle arti, ai mestieri, alla cultura e si strutturerà in pacchetti di più giorni durante i quali, appunto, gli ospiti potranno godere di esperienze uniche ed emozionanti legate alla pittura, alla danza, alla musica, alla meditazione. Il primo fine settimana in programma sarà quello prossimo, durerà tre giorni (20, 21 e 22 gennaio) e sarà un approfondimento tenuto dal filosofo Diego Fusaro sul tema del sacro e profano oltre la tecnica artistica. Un primo evento che ha già riscosso un’ampia adesione e molti altri quelli in fase di elaborazione, dalla Deva Ars di Civitanova Marche, la società che si occupa della gestione del palinsesto culturale di Dimora Villa Ricci insieme all’attenta guida di Denise Recchi, direttore artistico del relais.

Denise Recchi

L’arte è qualcosa di molto più che vicino per Denise che è anche una pittrice, una sua personale è stata esposta in occasione dell’inaugurazione proprio presso le stanze e i saloni di Villa Ricci, la tecnica da lei finora sposata è quella dell’iperrealismo ma ne sta approfondendo anche altre. Tanta la bellezza dei locali e dei dettagli che formano l’ensemble di Villa Ricci e che ha stupito i numerosi presenti al taglio del nastro, tra i quali non sono mancati il vicesindaco di Pedaso, Giuseppe Galasso, e il parroco di Pedaso, don Giordano Trapasso.

Una bellezza che conosce fin nel più piccolo dettaglio Maria Cristina Premi Ricci, moglie di Renato Ricci, proprietari di questa magnifica residenza. La acquistano nel 1996, la demoliscono completamente all’interno e la ricostruiscono, spostandone lo scalone e facendo diventare quella che prima era la cucina una stupenda sala di lettura dalle pareti che sembrano rivestite di carta da parati in raso e invece sono sapientemente dipinte così. Degli interni si occupa completamente Cristina, Renato è un alto dirigente della maison Gucci (sua, ad esempio, la scelta all’epoca di Tom Ford come nuovo designer della griffe) e lascia alla moglie il compito di rendere di nuovo settecentesca questa dimora da loro amatissima. Cristina lo fa in modo ineccepibile, scegliendo mobili soltanto nel territorio marchigiano e antiche porte fiorentine, chiamando i migliori artigiani fiorentini e veneziani per i decori degli interni formati da stupendi stucchi e pitture, e incantevoli mosaici nei pavimenti, ampliando gli spazi delle stanze con enormi specchi dall’effetto anticato. La storia di Cristina e Renato, che parte nel 1965 durante una serata danzante a Villa Fiorita a Porto San Giorgio, e delle loro rispettive vite iniziando dalle famiglie di origine, è di quelle che ti siedi davanti a Cristina o parli con Renato al telefono e staresti ad ascoltarli per ore e ore consapevole del fatto che i loro racconti saranno, anch’essi, l’experience che ti porti a casa. Cristina esce felice dalla dimora quando a fine serata raggiunge Renato che la aspetta a casa, mentre si avvicina alla porta di uscita in vetro sabbiato decorato e dalle maniglie rotonde dorate con inciso il logo di Villa Ricci, accenna addirittura qualche passo di danza sulle note della musica dalle melodie swing scelta dal dj Gianluca Palma. Sa che questa nuova gestione, di cui è parte integrante l’imprenditore Luca Mezzabarba, si prenderà cura non solo della struttura dell’edificio, ma anche dell’idea che lei e Renato avevano pensato riguardo la funzione sociale che questo luogo volevano che avesse, cioè quella di diventare un punto di riferimento culturale per l’intero territorio.

(spazio promo-redazionale)


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