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«Fondi Ue, performance migliorata per Svem: 100 i milioni messi in campo nel 2022 ma dobbiamo essere più efficienti»

IL PUNTO del governatore Francesco Acquaroli e di Andrea Sartori, presidente della società in house, dopo la classifica che vede le Marche all'ultimo posto quanto a capacità di spesa dei contributi europei
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Da sin. Francesco Acquaroli e Andrea Santori

di Francesca Pasquali

Basta coi bandi che «cadono dall’alto». Spazio ad «ascolto, condivisione e semplificazione». Tirando le somme del primo anno di vita della Svem (Sviluppo Europa Marche), il presidente Andrea Santori traccia la rotta di quelli futuri. Con cento milioni messi in campo (di cui poco meno della metà di contributi regionali) e 353 pratiche evase nel 2022, la società in house della Regione migliora le performance dell’anno prima, quando i milioni investiti erano stati settanta (34 di contributi regionali) e le pratiche portate a conclusione 298.

«Ci siamo dovuti confrontare con quello che il governo precedente ci aveva lasciato: una regione in transizione verso la povertà che, per gli imprenditori, è un po’ deprimente», ha spiegato Santori. L’obiettivo è «portare la regione al settimo posto per capacità di spesa» da qui al 2027, quando terminerà la programmazione cominciata nel 2021. Per arrivarci, c’è da fare buon uso (anzi, ottimo) dei fondi europei che, essendo le Marche una regione in transizione, «saranno molti più rispetto al 2014-2020».

«Dobbiamo provare a far uscire la regione dalla fase di transizione e ricollocarla in una posizione più confacente», le parole del presidente, Francesco Acquaroli. Che ha promesso che i primi bandi Fse e Fesr saranno pubblicati entro febbraio. «Prima – ha aggiunto – ci sarà una concertazione con le associazioni di categoria e gli ordini professionali, per individuare il livello di semplificazione più adeguato e le strategie migliori per essere realmente utili al territorio e riuscire a spendere bene e in tempi stretti queste risorse». La fase di ascolto riguarderà anche gli enti locali, destinatari pure loro delle risorse europee. Per facilitare le cose, le imprese potranno inserire nel sito della Svem il codice Ateco, così da essere informate solo dei bandi di loro interesse. Stesso discorso per gli enti locali che potranno usare il codice di avviamento postale.

«Prima – ha detto Santori –, spesso i bandi cadevano dall’alto, senza una condivisione da parte dei territori che adesso vogliamo coinvolgere attraverso campagne di ascolto e semplificando le procedure». Restano, pertanto, operativi gli sportelli Svem nei cinque capoluoghi di provincia. L’obiettivo, insomma, è risalire la china di quell’ultimo posto per capacità di spesa dei fondi europei dove le Marche sono state relegate dall’Agenzia per la coesione territoriale. A riguardo, Acquaroli, dopo aver chiarito che a provocare il tonfo sono stati i fondi per la ricostruzione, «perché avviati diversi anni più tardi dall’inizio della vecchia programmazione e destinati in gran parte alle opere pubbliche con le relative procedure» e che, «considerando soltanto le risorse ordinarie Fesr, saremmo in una posizione di media nazionale», ha chiesto all’Agenzia per la coesione territoriale «maggiore trasparenza». Quanto alla Regione, ha concluso «dobbiamo essere più efficienti».


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