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Cna e gli ostacoli della burocrazia: «Per piccole e medie imprese un Everest da scalare»

LO DICONO il presidente territoriale di Fermo Emiliano Tomassini e il coordinatore Andrea Caranfa elaborando una fotografia della realtà ancora una volta poco favorevole dopo l'Osservatorio Burocrazia presentato a Roma alla presenza del ministro Matteo Salvini
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Andrea Caranfa – Emiliano Tomassini

 

Un Everest da scalare. Così immaginano gli appalti pubblici le piccole e medie imprese italiane. Un ostacolo dietro l’altro costellano un mercato in costante crescita, estremamente interessante e appetibile per le pmi (dai 100 miliardi del 2016 ai 200 del 2021) ma dal quale spesso sono tagliate fuori.

CNA ha studiato, nel quarto Osservatorio Burocrazia presentato oggi a Roma alla presenza del Ministro Matteo Salvini, oltre 6 mila gare di appalto pubblicate dalle stazioni appaltanti di 28 città italiane, elaborando una fotografia della realtà ancora una volta poco favorevole.

«Le pmi rappresentano il 96% dell’impresa italiana – ricorda il Presidente Territoriale di CNA Fermo Emiliano Tomassinieppure dalle stime CNA emerge che solo il 17% di loro può, potenzialmente, accedere al mercato degli appalti pubblici per una quota di mercato che riescono effettivamente ad aggiudicarsi di appena il 5%. E’ ora di superare questa condizione che penalizza artigiani e le piccole imprese».

818 modifiche al Codice dei Contratti pubblici dal 2016 al 2022 (l’articolo 36, per i contratti sotto soglia, conta 16 cambiamenti), 17 linee guida Anac e 45 decreti ministeriali, 36 mila stazioni appaltanti sul territorio nazionale che si comportano in maniera diversa. Per non parlare delle fonti: oltre 100, dal regio Decreto del 1869 ai decreti PNRR.

«I numeri purtroppo parlano chiaro – sostiene Andrea Caranfa, Coordinatore della CNA di Fermoe a questo aggiungiamo, tra le altre criticità, che solo il 18% dei bandi prevede la suddivisione in lotti dell’appalto, che il 30% delle procedure si svolge ancora in modalità cartacea e che gli allegati ai bandi di gara possono arrivare fino a 150».

«Abbiamo posto all’attenzione del Governo la necessità di un intervento in profondità, che tenga conto del tessuto economico e delle disfunzioni del mercato degli appalti pubblici, per le quali i cittadini pagano inefficienze a non finire”, fa notare il Presidente Tomassinie raccolto in un decalogo i nostri suggerimenti, perché alla segnalazione delle problematiche la CNA fa sempre seguire proposte concrete».

«Nelle prossime settimane presenteremo il lavoro dell’Osservatorio ad amministratori locali e parlamentari – chiosa il Coordinatore Caranfae le proposte stilate per ridurre le difficoltà di artigiani e pmi nell’accesso al mercato degli appalti pubblici».

 

LE PROPOSTE DELLA CNA

  • Certezza delle fonti;
  • Semplificazione del regime degli appalti sotto soglia;
  • Riserva obbligatoria in favore delle pmi sul modello francese;
  • Introduzione dell’ambasciatore delle piccole imprese negli appalti all’interno delle stazioni appaltanti;
  • Piena digitalizzazione delle banche dati per ridurre gli oneri richiesti alle imprese;
  • Trasparenza dei dati;
  • Qualificazione delle stazioni appaltanti e degli operatori economici;
  • Favorire forme aggregate tra imprese;
  • Proporzionalità dei Criteri Minimi Ambientali (CAM);
  • Cabina di regia per monitorare l’attuazione della riforma.

 


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