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L’annuncio dell’arcivescovo Pennacchio: «Don Giordano Trapasso vicario generale, don Enrico Brancozzi per la Pastorale». Poi il messaggio ai giornalisti: «Verità nella carità» (Video e Foto)

FERMO - Incontro questa mattina con i giornalisti in occasione della Giornata della Comunicazione sociale
L'arcivescovo Rocco Pennacchio incontra i giornalisti in occasione della Giornata della Comunicazione sociale

 

di Antonietta Vitali (foto e video Simone Corazza)

«Quest’anno il tema del messaggio della Giornata delle Comunicazioni sociali è “Veritatem facientes in caritate”, la verità si fa nella carità. Per Papa Francesco compito anche dei giornalisti è quello di rendere un servizio alla verità. Sappiamo quanto è delicato questo passaggio». Ha esordito così, con queste parole, l’arcivescovo di Fermo, monsignor Rocco Pennacchio, nella conferenza stampa convocata per questa mattina alle 11 nella Sala Riunioni al Piano terra del Palazzo Arcivescovile di Fermo. L’intento alla base dell’incontro con la Stampa è quello, dopo il periodo segnato dal Covid, di riprendere la consuetudine di un dialogo con gli operatori della comunicazione in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti.

Prendendo spunto dal messaggio del Santo Padre per la giornata delle comunicazioni sociali, l’incontro ha dato l’opportunità di un confronto utile per rafforzare i rapporti reciproci nel comune impegno per la crescita del vasto territorio diocesano.

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L’arcivescovo Rocco Pennacchio

«Fare un servizio alla verità senza lasciarsi influenzare troppo dalle convenzioni, dalla lettura scandalistica o doloristica del fatto, è sempre una sintesi che ogni giornalista si pone. Il Papa ci dice quale può essere il criterio della verità nella carità: il primo dice il contenuto, il secondo lo stile ossia mai offendere, mai giudicare previamente, mai dire qualcosa che possa prestarsi a una reazione che fa perdere di vista la questione da affrontare».

Poi le importanti novità per la diocesi. Si procederà, infatti, con decorrenza da domani, con le cariche di Vicario generale e quello per la Pastorale. Monsignore Pietro Orazi è stato vicario generale per 15 anni e ha rassegnato le sue dimissioni. Il nuovo vicario generale sarà don Giordano Trapasso mentre il nuovo vicario pastorale sarà don Enrico Brancozzi.

Il vicario generale è il vicario del vescovo, la persona a lui più vicina, e all’occorrenza lo sostituisce avendone le stesse facoltà pastorali a parte il fatto di non poter nominare nuovi prelati.
Il vicario per la Pastorale è un compito altrettanto importante: è tenuto ai rapporti con le parrocchie, al cammino sinodale, si occupa di tutto quello che riguarda la Pastorale, cercando di dare un cammino unitario alle parrocchie.

Entrambi sono occupati in altri ruoli ma la richiesta di ricoprire anche queste due importanti cariche è frutto della profonda fiducia che il vescovo nutre nei loro confronti, «Sono persone preziose che ringrazio come ringrazio Don Pietro per il compito egregiamente svolto fino ad ora» le parole dell’arcivescovo.

Rapida retrospettiva sul patrono. Vescovo e teologo, San Francesco di Sales (1567-1622), alla vita dorata che il destino gli aveva prospettato davanti in quanto figlio primogenito del Signore di Boisy e appartenente quindi ad una nobile e antica famiglia della Savoia (Francia), scelse la via della fede diventando un vescovo cattolico. Quando venne inviato nella zona della Savoia situata nella Svizzera Francese dominata dal calvinismo si dedicò alla predicazione e alla diffusione del cattolicesimo inventando i “manifesti”, cioè dei fogli (oggi li chiameremmo volantini) che potevano consegnati o affissi e che avevano come scopo quello di diffondere informazioni religiose e di catechesi. Per questa sua capacità lungimirante e moderna di diffondere il messaggio del Vangelo attraverso una comunicazione che per l’epoca si poteva considerare ultra moderna, è stato nominato il santo protettore dei giornalisti. 

 

Ogni anno viene diramato dal Papa il tema del messaggio rivolto ai giornalisti, nel 2022 è stato ascoltare con l’orecchio del cuore e l’ascolto resta uno dei punti salienti della ricerca della verità che va raccontata seguendo il criterio dell’essenzialità, cercando e andando verso ciò che veramente è essenziale, evitando inutili ornamenti che possono attirare l’attenzione del pubblico ma che, allo stesso tempo fanno perdere il focus della questione. 

 

Costruire la verità è una questione che si inserisce anche nella vicenda della guerra in Ucraina e nelle guerre in generale che minano i valori. La verità è la prima vittima delle guerre che mettono in crisi persino i giornalisti posti quotidianamente di fronte alla difficoltà di rispettarla.  Dei suggerimenti importanti, insomma, quelli riferiti con affetto e discrezione da monsignor Pennacchio ai giornalisti presenti alla conferenza stampa alla quale poi è seguita la solenne benedizione eseguita dal Vescovo e una richiesta, quella di aumentare le occasioni di incontro con la stampa «interagendo di più, collaborando meglio e più a fondo per accorciare la distanza che corre attualmente tra i portatori di un messaggio pastorale e chi percepisce questo messaggio». 

 

Indispensabile a questo proposito per l’Arcidiocesi di Fermo il funzionamento del canale diretto da intrattenere con l’ufficio delle comunicazioni sociali della diocesi, che fino a poco tempo fa ha avuto come responsabile don Andrea Verdecchia e attualmente ricoperto dadon Michele Rogante, per chiedere, un parere, o per intervenire su situazioni delicate dove si ritenga necessario un parere etico e morale, o di profondere parole di conforto. Questioni e dibattiti già più volte raccontati dalla diocesi dai microfoni di RadioFM1 in diverse occasioni, nel corso di una lunga storia di comunicazione e comunicatività attiva presso la nostra emittente. 

 

Molti i temi importanti evidenziati dal vescovo Pennacchio nel corso della conferenza stampa e tutti collegati alla grande crisi motivazionale che la Chiesa vive in questa epoca storica. Ai giovani e alla ripresa di un dialogo costruttivo con loro, fatto di un messaggio semplice ma costruttivo e che non abbassi la soglia della comunicazione ad argomenti troppo semplicistici, è stato rivolto il pensiero più profondo e importante. L’idea sarebbe quella di aumentare gli oratori che fungono da punto di incontro tra i giovani ma qui si manifesta il problema di un volontariato sempre più carente, un 8 per mille che diminuisce di anno in anno, una crisi vocazionale profonda che fa segnare, ad esempio, in tutta la regione Marche la presenza di soltanto 24 seminaristi di cui solo tre a Fermo. 

 

Una mancanza di figure che riguarda persino il mondo dei catechisti e che rende necessaria una nuova organizzazione della chiesa che non veda più come figura di accompagnamento spirituale solo un prete ma anche suore, laici e diaconi. Positivo invece il bilancio riferito alla ricostruzione, 75 i cantieri che si contano aperti nel 2023 anno in cui l’arcivescovo conta, come priorità, quella di poter ridare chiese a paesi in cui attualmente non ce n’è praticabile nemmeno una. 

 


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