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Vallasciani (Pd) sul Pinqua: «Dubbi sull’effettiva riqualificazione dell’area ex Sacomar»

FERMO - L'esponente dem: «Mentre conosciamo i progetti di parte pubblica, che a breve dovranno iniziare la loro realizzazione, nulla si conosce di come si articoleranno gli edifici privati, quante palazzine, quanti piani, viabilità e standard. Quale sarà l’innovazione o la qualità tipologica e architettonica dell’intervento di competenza privata?»

 

«Il Consiglio Comunale nella seduta del primo marzo ha approvato in via definitiva il “Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare” (Pinqua), progetto di riqualificazione dell’area Ex Sacomar, attraverso il progetto HUBitare. Il piano prevede la nuova costruzione ed in parte il recupero di immobili esistenti per circa 117.611 mc di cui 28.450 di parte pubblica e circa 88.811 di parte privata, complessivamente impattando sull’area il 22% di parte pubblica e il 78% di parte esclusivamente privata. Gli interventi pubblici sono rappresentati dalla realizzazione di edifici da destinare ad abitazioni di tipo sociale, da un centro riabilitativo, un polo culturale ed un teatro. Gli interventi di competenza privata sono circa 66.855 di residenze, circa 260 appartamenti, 620 mq di artigianale e circa 3.680 mq di commerciale».

Lo dice Sandro Vallasciani, capogruppo del Partito Democratico, che prosegue così: «Complessivamente l’intervento avrà un forte impatto edilizio sull’abitato della zona molini-ex conceria, e lo stesso, approvato con lo strumento dell’accordo di programma risulta assai carente sulla parte privata poiché non esiste né un progetto di massima, né un piano attuativo o un planivolumetrico attraverso il quale valutare la cosiddetta “qualità dell’abitare” della parte privata che impatta per il 78% sull’intero comparto.

Quindi mentre conosciamo i progetti di parte pubblica che a breve dovranno iniziare la loro realizzazione – spiega – nulla si conosce di come si articoleranno gli edifici privati, quante palazzine e di quanti piani, che tipo di viabilità, standard ecc., ovvero quale sarà l’innovazione o la qualità tipologica ed architettonica dell’intervento di competenza privata. La cosa certa è che il comune acquisirà dal soggetto privato proprietario dell’area ex industriale le aree per la costruzione degli edifici pubblici per circa 1.500.000 euro e che invece il privato si dovrà impegnare alla realizzazione delle opere di urbanizzazione per circa 1.700.000 euro.

La mia perplessità sul Pinqua – prosegue – fatto salvo il plauso al finanziamento cospicuo ottenuto dall’amministrazione comunale che necessariamente dovrà essere attuato, è data dalla crisi edilizia in atto (drogata da super bonus e caro materiali), e che difficilmente la parte privata realizzerà tutte quelle residenze se il mercato resterà in fase di stagnazione per lungo tempo come del resto tutte le previsioni lo confermano. A peggiorare l’ipotesi della scarsa probabilità di realizzazione di tutte queste residenze è che queste sono in stretta competizione con quelle già previste nella recente variante urbanistica di Campiglione che ha ulteriormente sdoganato decine di migliaia di mc di residenze in zona San Claudio, area questa di maggiore vocazione residenziale rispetto a quella così sacrificata inserita nell’area ex conceria. Non vorremmo – conclude Vallasciani – che gli edifici pubblici di prossima realizzazione rimarranno da soli all’interno dell’eterno cantiere “Ex conceria” ove, in mancanza delle nuove residenze resteranno a perenne testimonianza di un seppur valido tentativo di riqualificazione urbana non andato in porto».

 


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