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Mirco Carloni
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Migliora il mercato del lavoro nelle Marche. Fermano fanalino di coda ma il dato provinciale è migliore del nazionale

L'ANALISI di Cna e Confartigianato Marche che hanno elaborato i dati Istat. La diminuzione regionale degli occupati nel commercio si concentri nelle province di Fermo e Pesaro-Urbino. La crescita occupazionale dell’agricoltura si concentra nel Fermano

Prosegue nel 2022 il miglioramento del mercato del lavoro avviatosi dopo la pandemia, che si traduce per le Marche in una decisa accelerazione nella crescita percentuale dell’occupazione (pari a +3,7%; era cresciuta dello 0,8% nel 2021), crescita che risulta anche tra le più elevate fra le regioni italiane (inferiore solo a quelle di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Toscana e Puglia) e ben più elevata del dato nazionale (+1,1%). Lo affermano Cna e Confartigianato Marche, che hanno elaborato i dati Istat.

«La crescita occupazionale delle Marche – secondo Confartigianato e Cna – è anche nel 2022, come già nel 2021, ben più intensa per la componente degli occupati indipendenti (imprenditori, liberi professionisti, lavoratori autonomi, coadiuvanti familiari, soci di cooperative, collaboratori, ecc.) i quali aumentano del 5,7%,  pari a 8.178 unità in più. In termini assoluti la crescita occupazionale tra i dipendenti è ancora più elevata (+14.522) ma sensibilmente inferiore in termini percentuali (+3,1%)»

In termini settoriali, la crescita occupazionale delle Marche nel 2022 non si concentra più nei servizi come è avvenuto nel 2021 (era +4,7%, con oltre 17.600 occupati in più): si deve invece alle attività manifatturiere (“industria in senso stretto”) che registrano oltre 12mila occupati in più rispetto all’anno precedente (+7,1%) e alle costruzioni (+5.106 occupati pari a +16,3%). Cresce anche l’occupazione in agricoltura (+1.878 unità) dove il ritmo di aumento dell’occupazione eguaglia quello del settore secondario (“industria”) considerato nel suo complesso (+8,5%). Il terziario nel suo complesso cresce solo dello 0,9% (3.703 occupati in più) e ciò si deve alla crisi del commercio che da solo perde 3.875 occupati pari al 4,7% in meno.

La ripresa dell’occupazione marchigiana, da tutta maschile nel 2021 (allorché gli occupati maschi crescevano dell’1,5% e la componente femminile ristagnava: -0,1%) diviene soprattutto femminile nel 2022: le donne occupate crescono del 5,7% e gli uomini “solo” del 2,1% ; in termini assoluti, il dato risulta ancora più netto: 15.237 occupate in più sono il doppio rispetto ai 7.462 uomini occupati aggiuntivi. Un divario ancor più elevato si registra nell’aumento delle forze di lavoro (donne +4,7% e uomini solo +1,1%) e siccome la crescita della partecipazione al mercato del lavoro femminile è oltre quattro volte superiore a quella maschile, le donne in cerca di occupazione calano ma meno degli uomini (-6,3% contro -15,5%).

Il numero dei disoccupati (le persone in cerca di occupazione) cala nel complesso del -10,8% e cala anche il numero degli inattivi e cioè delle persone in età da lavoro ma che non fanno parte delle forze di lavoro perché non si offrono sul mercato del lavoro: anche in questo caso a essere protagoniste sono le donne perché le inattive diminuiscono ad un ritmo quasi doppio rispetto agli inattivi (-9,5% contro -5,0%).

Il miglioramento dell’equilibrio del mercato del lavoro è sintetizzato dal miglioramento dei tre indicatori il tasso di attività (la partecipazione al mercato del lavoro) passa da 69,2% nel 2021 a 71,4% nel 2022; il tasso di occupazione passa da 64,1% a 66,8%; il tasso di disoccupazione scende da 7,1% a 6,2%.

Tra le aree provinciali della regione, la ripresa occupazionale è assai più marcata per la provincia di Ascoli Piceno (+8,7%) e poi per quella di Macerata (+4,5%). E’ comunque rilevante per la provincia di Pesaro e Urbino (+3,1%) e quella di Ancona (+2,3%). E’ la più bassa nella provincia di Fermo (+1,7%) ma comunque sempre maggiore di quella nazionale (+1,1%).

Si nota, in particolare, come la diminuzione regionale degli occupati nel commercio si concentri nelle province di Fermo e Pesaro-Urbino, meno intensamente anche in quella di Ancona ma non riguardi le province di Macerata e Ascoli Piceno. La crescita occupazionale dell’agricoltura, invece, si concentra nel Fermano mentre non riguarda affatto la provincia di Ascoli Piceno (dove da sola l’agricoltura perde oltre mille occupati); gli occupati delle manifatture crescono soprattutto nelle province di Ascoli Piceno (+29,3%) e di Ancona ( +14,7%) mentre calano in quella di Macerata (-8,5%). Anche l’occupazione delle costruzioni non cresce dappertutto: decolla nelle province di Pesaro-Urbino (+26,7%) e Macerata (+25,6%) mentre diminuisce in quella di Fermo (-6,6%).


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