
Dania Battistelli
di Laura Boccanera
«Eravamo sul lungomare un’ora prima dell’attentato, ringrazio Dio, eravamo devastati dopo aver compreso la gravità di quello che era successo» così Dania Battistelli, assieme alla famiglia era a Tel Aviv, nel punto esatto in cui l’auto condotta dal kamikaze si è ribaltata dopo aver travolto alcuni turisti sul lungomare della città israeliana e che è costato la vita all’avvocato romano Alessandro Parini. Dania, civitanovese, è titolare dell’agenzia di viaggi Masterkey travel e moglie dell’imprenditore Cleto Sagripanti. Da giovedì è in Israele con la famiglia per le festività pasquali, un viaggio programmato da tempo. Quest’anno infatti la Terra Santa è stata una meta gettonatissima del ponte Pasquale e anche molto maceratesi si trovano in questo periodo in vacanza in Israele Lo sconcerto per il rischio corso e il dolore per le vittime dell’attentato hanno minato al cuore questa Pasqua. Ora si trova a Gerusalemme dove è arrivata ieri. Addosso ancora la sensazione di essere sopravvissuti per caso o destino. «In merito all’attentato di Tel Aviv non ci sono parole per descrivere quello che è avvenuto ieri. Io e la mia famiglia siamo arrivati giovedì – racconta – Ho organizzato questo viaggio con tutte le attenzioni ai dettagli.

Un’immagine dell’attentato
Un’ora prima dell’attentato ci trovavamo nello stesso luogo. Poco prima, esattamente stavamo percorrendo a piedi la strada con un grande incrocio che dal lungomare conduce alla città vecchia di Jaffa. Ricordo benissimo il punto perché avevo scattato una foto meravigliosa del litorale. Al ritorno da Jaffa ripercorrendo la stessa direzione per recarci all’hotel, non distante dall’accaduto, abbiamo scoperto quello che era successo: ambulanze, polizia, militari uno spiegamento di forze dell’ordine immane».
Qualche minuto e ovunque online rimbalza la notizia di quanto successo e di cui la civitanovese è stata testimone indiretta: «Eravamo devastati dopo aver compreso la gravità di quello che era successo – prosegue -. Nel frattempo le autorità, i militari, i religiosi, il servizio pubblico erano impegnati a far tornare la normalità quanto prima. Noi ci troviamo ancora in Israele e ci stringiamo alle famiglie colpite da questo triste evento. Israele è un posto meraviglioso, l’augurio è quello di vedere la parola fine a qualsiasi atto brutale e violento».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati