Il Consiglio comunale approva il bilancio, ma per Vallasciani (Pd) «è stato fatto più lungo della gamba, ma ormai è prassi»

FERMO - Tari e Servizi a domanda individuale restano invariati. Approvato il consuntivo per 13,5 milioni di euro, 6 milioni alla voce "Servizi Sociali". Al risultato positivo sottolineato dal sindaco Calcinaro e dall'assessore Scarfini, replica il capogruppo dem

Il sindaco Paolo Calcinaro, l’assessore Alberto Scarfini, Sandro Vallasciani del Pd

Soddisfatto il sindaco Paolo Calcinaro e l’assessore Alberto Scarfini. Molto meno l’opposizione che fa sentire la propria voce attraverso Sandro Vallasciani, capogruppo de Partito Democratico. Al centro il Consiglio comunale che a Fermo si è tenuto ieri, con l’approvazione del consuntivo per 13,5 milioni di euro, 6 milioni alla voce “Servizi Sociali”.
Tari (invariata nonostante inflazione e caro bollette) e domande per scuolabus, mensa, nidi e palestre (non hanno subìto incrementi) erano fra i punti all’ordine del giorno insieme al bilancio consuntivo. Che risulta “sano” con 13,5 milioni di euro che contempla tante voci, tutte orientate alla crescita della città e al supporto delle fasce più fragili, dai servizi sociali ai lavori per lo sviluppo di Fermo.
Il sindaco Paolo Calcinaro: «In un anno di aumenti e inflazione abbiamo votato un atto che mantiene la Tari invariata. Dopo aver tenuto ferme le tariffe di scuolabus, nidi, palestre e mensa. Dopo un anno difficile credo sia un segnale positivo per i fermani. Un bilancio figlio delle scelte dell’amministrazione comunale e che rappresenta la somma di tutta una serie di interventi condotti fino a questo momento dagli Uffici Comunali. Un risultato che è tale perché ha rispettato e si è attenuto a criteri di equità ed ha dimostrato la capacità dell’Amministrazione Comunale di lavorare molto sul sociale e su progetti e opere pubbliche per e della città».
L’assessore al bilancio Alberto Scarfini: «Un bilancio sano, positivo che, nonostante il periodo del caro vita a livello nazionale, è figlio dell’azione amministrativa 2022 condotta con l’obiettivo si rendere sempre servizi efficienti alla città, per dare sempre maggiori fondamenta al suo futuro ed al suo sviluppo. Si va dai servizi sociali con fondi arrivati a 6 milioni di euro, aumentati di 500.000 euro rispetto al 2021, di cui ben un milione e mezzo per la disabilità che riteniamo di grande importanza perchè rappresentano un supporto ed un’attenzione non indifferenti, l’accoglienza con il progetto SAI per ucraini e afghani, la possibilità di poter avere un maggior numero di assistenti sociali, l’edilizia  scolastica con, solo per fare alcuni esempi, gli adeguamenti sismici delle scuole, vedi Don Dino Mancini e Sant’Andrea, i lavori alla Monaldi, le opere con risorse Pnrr per tanti interventi e lavori pubblici che sono noti e riguardano l’intera città, le azioni per l’ambiente, la variante di Campiglione, le tante iniziative ed eventi anche di caratura nazionale della cultura, del turismo, dello sport e del commercio».
Per il prossimo anno scolastico, sulla base dell’Isee che le famiglie presenteranno, le tariffe per il trasporto scolastico di alunni residenti, frequentanti le scuole di pertinenza comunale, rimarranno invariate, come avviene in Città dal 2013. Nessun incremento dunque per un servizio, fornito direttamente dal Comune, per cui si si può iscrivere online fino al 16 giugno. Altra novità importante è rappresentata dalla gratuità dal terzo figlio in poi del servizio mensa scolastica, gestito dalla partecipata del Comune “Fermo Asite”, in virtù del fatto che il Comune di Fermo ha aderito nel 2021 al network dei Comuni “Amici delle famiglie numerose” per essere vicini e sensibili ai bisogni delle famiglie numerose, consapevoli che sono le prime ad avere varie difficoltà, in primis economiche ed organizzative. Adesione per la quale il Comune di Fermo è stato premiato sempre nel 2021 a Trento fra le città italiane che perseguono azioni a beneficio delle famiglie.

 

Non la pensa proprio così Sandro Vallasciani, capogruppo del Pd.«Si è discusso del rendiconto di gestione del Bilancio 2022 e di una variazione al bilancio di previsione 2023. Per quanto concerne il primo argomento, ovvero l’andamento della gestione dell’anno trascorso le cose a mio avviso non sono andate particolarmente bene. Dal punto di vista meramente finanziario – dice – il rendiconto determina un avanzo di amministrazione di oltre 13.000.000 di euro di cui gran parte di esso risulta vincolato per fondo crediti inesigibili ed altre partite vincolate, ragione per la quale la solo parte utilizzabile è di poco sopra ad un milione di euro.

Se si analizza invece il rendiconto da un punto di vista meramente economico patrimoniale, solo il confronto tra entrate ed uscite, il risultato di esercizio passa in negativo in quanto l’applicazione di avanzo di amministrazione proveniente da entrate accertate negli esercizi precedenti (non spese), comporta uno sbilanciamento tra costi e ricavi che determina inevitabilmente un peggioramento del risultato di gestione. Tale situazione – prosegue Vallasciani – ha determinato un risultato negativo della gestione pari a circa -873.702 euro contro i + 507.935 del 2021. Aumenta ulteriormente il Fondo posto a garanzia Crediti di Dubbia Esigibilità a circa 6.499.859 congelando importanti risorse e al contempo vengono stralciati crediti per circa 2.259.531.

Le variazioni apportate al bilancio nel corso dell’anno di esercizio sono state 67 – aggiunge il consigliere comunale – che danno l’idea di una gestione finanziaria convulsa. Nel Rendiconto 2022, nel dettaglio relativo ai costi dei servizi si evince che l’obbiettivo di portare la copertura della spesa al 35,86% resta disatteso in quanto la percentuale di copertura per detti servizi resta al 22,64% con un saldo negativo di circa 2.746.352. In ogni caso le spese correnti nel 2022 passano dai 47.758.000 di previsione a quelle definitive per circa 58.514.000. Il notevole incremento delle spese correnti porta l’indice di rigidità della spesa corrente dallo 0,24 del 2021 al 0,30 del 2022.

All’incremento dei costi energetici del 2022 pari a circa 930.000 – è ancora l’esponente dem che parla – si è provveduto utilizzato fondi straordinari erogati dallo stato. Una riflessione a parte merita il PNRR e gli altri finanziamenti ottenuti dal nostro comune. Parte di essi sono destinati al recupero o alla costruzione ex novo di edifici pubblici che una volta completati avranno bisogno di un accurato progetto di gestione che non si riverberi negativamente sulle casse comunali per le inevitabili spese di funzionamento e manutenzione. Si pensi al Mercato Coperto, al Fontevecchia o agli edifici del PINQUA alla ex Conceria. Il rischio sarà quello di essere costretti a chiuderli poco tempo dopo averli inaugurati per mancanza di risorse.

Per quanto concerne il secondo argomento, la gestione della spesa corrente è il vero vulnus dei bilanci di questo comune, in quanto la variazione al bilancio 2023 posta all’attenzione del consiglio si occupa di reperire risorse per la copertura del maggior costo dell’illuminazione pubblica di circa 635.000. Il modo in cui viene coperta la spesa risulta quanto mai discutibile ovvero attraverso le somme che si rendono disponibili per lo slittamento tra due anni del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui pari a circa 935.000. Tali somme però – conclude Sandro Vallasciani – oltre a coprire il costo delle utenze finanzierà anche spese meno indifferibili ed urgenti per circa 400.000 euro come quelle per mera manutenzione, servizi museali, manifestazioni culturali, servizi turistici e manifestazioni estive. Come se rifacessimo anche il giardino di casa con i soldi destinati alle rate del mutuo della nostra abitazione. In pratica a meno di un terzo dell’anno 2023 ci siamo giocati, i soldi della rinegoziazione dei mutui (935.000 euro) , l’utile della Solgas (230.000 euro), non solo per l’emergenza energetica ma anche per piccole manutenzioni e programmazioni estive. Per il resto dell’anno che cosa ci inventeremo? A quanto pare per l’Amministrazione Comunale fare il passo più lungo della gamba è diventata quanto mai prassi istituzionale».


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