
Il sindaco Paolo Calcinaro, l’assessore Alberto Scarfini, Sandro Vallasciani del Pd
Il sindaco Paolo Calcinaro: «In un anno di aumenti e inflazione abbiamo votato un atto che mantiene la Tari invariata. Dopo aver tenuto ferme le tariffe di scuolabus, nidi, palestre e mensa. Dopo un anno difficile credo sia un segnale positivo per i fermani. Un bilancio figlio delle scelte dell’amministrazione comunale e che rappresenta la somma di tutta una serie di interventi condotti fino a questo momento dagli Uffici Comunali. Un risultato che è tale perché ha rispettato e si è attenuto a criteri di equità ed ha dimostrato la capacità dell’Amministrazione Comunale di lavorare molto sul sociale e su progetti e opere pubbliche per e della città».
Non la pensa proprio così Sandro Vallasciani, capogruppo del Pd.«Si è discusso del rendiconto di gestione del Bilancio 2022 e di una variazione al bilancio di previsione 2023. Per quanto concerne il primo argomento, ovvero l’andamento della gestione dell’anno trascorso le cose a mio avviso non sono andate particolarmente bene. Dal punto di vista meramente finanziario – dice – il rendiconto determina un avanzo di amministrazione di oltre 13.000.000 di euro di cui gran parte di esso risulta vincolato per fondo crediti inesigibili ed altre partite vincolate, ragione per la quale la solo parte utilizzabile è di poco sopra ad un milione di euro.
Se si analizza invece il rendiconto da un punto di vista meramente economico patrimoniale, solo il confronto tra entrate ed uscite, il risultato di esercizio passa in negativo in quanto l’applicazione di avanzo di amministrazione proveniente da entrate accertate negli esercizi precedenti (non spese), comporta uno sbilanciamento tra costi e ricavi che determina inevitabilmente un peggioramento del risultato di gestione. Tale situazione – prosegue Vallasciani – ha determinato un risultato negativo della gestione pari a circa -873.702 euro contro i + 507.935 del 2021. Aumenta ulteriormente il Fondo posto a garanzia Crediti di Dubbia Esigibilità a circa 6.499.859 congelando importanti risorse e al contempo vengono stralciati crediti per circa 2.259.531.
Le variazioni apportate al bilancio nel corso dell’anno di esercizio sono state 67 – aggiunge il consigliere comunale – che danno l’idea di una gestione finanziaria convulsa. Nel Rendiconto 2022, nel dettaglio relativo ai costi dei servizi si evince che l’obbiettivo di portare la copertura della spesa al 35,86% resta disatteso in quanto la percentuale di copertura per detti servizi resta al 22,64% con un saldo negativo di circa 2.746.352. In ogni caso le spese correnti nel 2022 passano dai 47.758.000 di previsione a quelle definitive per circa 58.514.000. Il notevole incremento delle spese correnti porta l’indice di rigidità della spesa corrente dallo 0,24 del 2021 al 0,30 del 2022.
All’incremento dei costi energetici del 2022 pari a circa 930.000 – è ancora l’esponente dem che parla – si è provveduto utilizzato fondi straordinari erogati dallo stato. Una riflessione a parte merita il PNRR e gli altri finanziamenti ottenuti dal nostro comune. Parte di essi sono destinati al recupero o alla costruzione ex novo di edifici pubblici che una volta completati avranno bisogno di un accurato progetto di gestione che non si riverberi negativamente sulle casse comunali per le inevitabili spese di funzionamento e manutenzione. Si pensi al Mercato Coperto, al Fontevecchia o agli edifici del PINQUA alla ex Conceria. Il rischio sarà quello di essere costretti a chiuderli poco tempo dopo averli inaugurati per mancanza di risorse.
Per quanto concerne il secondo argomento, la gestione della spesa corrente è il vero vulnus dei bilanci di questo comune, in quanto la variazione al bilancio 2023 posta all’attenzione del consiglio si occupa di reperire risorse per la copertura del maggior costo dell’illuminazione pubblica di circa 635.000. Il modo in cui viene coperta la spesa risulta quanto mai discutibile ovvero attraverso le somme che si rendono disponibili per lo slittamento tra due anni del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui pari a circa 935.000. Tali somme però – conclude Sandro Vallasciani – oltre a coprire il costo delle utenze finanzierà anche spese meno indifferibili ed urgenti per circa 400.000 euro come quelle per mera manutenzione, servizi museali, manifestazioni culturali, servizi turistici e manifestazioni estive. Come se rifacessimo anche il giardino di casa con i soldi destinati alle rate del mutuo della nostra abitazione. In pratica a meno di un terzo dell’anno 2023 ci siamo giocati, i soldi della rinegoziazione dei mutui (935.000 euro) , l’utile della Solgas (230.000 euro), non solo per l’emergenza energetica ma anche per piccole manutenzioni e programmazioni estive. Per il resto dell’anno che cosa ci inventeremo? A quanto pare per l’Amministrazione Comunale fare il passo più lungo della gamba è diventata quanto mai prassi istituzionale».
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