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Ex salara, il Tar dà ragione al Comune. Popolizio: «Respinta la richiesta di risarcimento per 1 milione di euro»

PORTO SAN GIORGIO - Dopo 18 anni il Tar dà ragione al Comune di Porto San Giorgio e respinge il ricorso della proprietà dell'ex Salara che aveva chiesto circa 1 milione di euro di risarcimento dopo l'approvazione del Piano di recupero del Borgo marinaro. I fatti risalgono al 2005 e l'ente aveva affidato all'avv. Carlo Popolizio la difesa.

da sin. Carlo Popolizio e Valerio Vesprini

di Sandro Renzi

Ci sono voluti ben 18 anni prima che il Comune di Porto San Giorgio potesse esultare per la decisione del Tar Marche che, arrivata oggi, respinge il ricorso della proprietà dell’ex Salara ed accoglie le ragioni dell’ente difeso dall’avv. Carlo Popolizio, dirigente affari generali del Comune di Porto San Giorgio. I fatti, come detto, risalgano addirittura al 2005 quando la proprietà dell’immobile, un tempo destinato a deposito del sale, ricorreva al tribunale amministrativo delle Marche ritenendo illegittimi gli atti con i quali il Comune aveva dato la stura al Piano di recupero del Borgo marinaro.

Una variante che secondo i ricorrenti «reiterava il vincolo preordinato all’esproprio risalente al 1998, senza prevedere alcuna indennità o ristori per la proprietà» ricorda l’avv. Popolizio. A fronte di tutto ciò era stata avanzata al Comune anche una richiesta di risarcimento di circa 1 milione di euro. Al Tar si chiedeva, peraltro,  l’obbligo per il Comune di prevedere la destinazione residenziale sull’immobile ma anche l’annullamento degli atti amministrativi e, per l’appunto, un risarcimento danni che avrebbe finito per pesare e non poco sulle casse dell’ente in caso di accoglimento del ricorso presentato dai privati. Il Comune difeso da Popolizio decise di resistere e dopo 18 anni è stata fissata l’udienza per decidere nel merito la querelle. «I difensori delle parti hanno esposto le proprie posizioni e, in particolare, il Comune sostenuto che le previsioni di Piano non imprimono alcun vincolo di natura espropriativa, ma si limitano a caratterizzare determinate zone o complessi monumentali rispetto agli interventi ammissibili, i quali prescindono dall’acquisizione proprietaria da parte del Comune; trattasi, in sostanza, di vincoli di tutela non espropriativi» così ancora Popolizio. In conclusione, il Tar con la pronuncia di oggi accoglie le ragioni dell’ente e rigetta il ricorso della proprietà.  «Anche questa vicenda, così come quella della ZPU1 posta a nord del lungomare, torna nella disponibilità pianificatoria dell’Amministrazione comunale e salva le casse dell’ente dalle pretese risarcitorie» chiosa Popolizio.


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