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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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L’Ast Fermo celebra la giornata dell’infermiere. La nuova aula multimediale intitolata a Longobardi

FERMO - Il commissario Grinta ha evidenziato «la costante attività di promozione e stimolo alla crescita delle professioni sanitarie portata avanti dal dottor Rocchi. Grazie a tutti gli infermieri dell’Ast Fermo per il continuo e professionale impegno. La loro presenza non è una costante solo in ambito sanitario, ma anche in quello culturale e sociale di tutta la comunità»

“Il talento degli infermieri. Arte e scienza in evoluzione” è lo slogan scelto quest’anno per la Giornata internazionale dell’infermiere che si è celebrata ieri in tutto il Paese. Momenti di condivisione e riflessione si sono tenuti anche in Ast Fermo per valutare ex post l’impegno professionale durante la crisi pandemica, emergenza che ha messo ancora più in evidenza il ruolo dell’infermiere, soprattutto per il prezioso rapporto di fiducia creato con gli assistiti, nei momenti più duri della pandemia così come nella quotidianità dell’assistenza.
Gli infermieri dell’Ast di Fermo quindi si sono confrontati durante un simposio organizzato nei locali dell’ex teatro di via Zeppilli. Un’occasione per associare il talento e le preoccupazioni degli infermieri per il futuro. Le relazioni e il successivo dibattito sono stati indirizzati sui temi oggi cogenti come: il talento e le competenze avanzate, ma anche dinamiche come la violenza, la carente visibilità sociale degli infermieri, il fenomeno della fuga verso altri paesi e i rapporti non sempre sereni con i mass media.

«Su questi ultimi aspetti – commenta il direttore delle professioni sanitarie, il dottor Renato Rocchi – nonostante il netto miglioramento della percezione della professione infermieristica tra i mass media, che ringraziamo per questo, si continuano a notare bias informativi che conducono a volte ad incomprensioni tendenti a non distinguere gli infermieri da chi infermiere non è, soprattutto su fatti di interesse di cronaca, con conseguente danno per la professione e soprattutto, per il rapporto tra questa e gli assistiti. Non è più sostenibile che il nostro Paese investa 110.00 euro per la formazione di un infermiere che poi lavorerà all’estero, subendo inoltre il danno per la mancata fiscalità da lavoro».

Molto partecipato l’evento ed interessanti tutte le comunicazioni prodotte dai relatori che hanno stimolato i partecipanti alla successiva tavola rotonda. Ospiti il presidente dell’Ordine degli infermieri, il dottor Luca Moreschini, e il direttore delle attività didattiche del corso di laurea in infermieristica Univpm polo di Fermo, il dottor Enrico Ceroni, che hanno portato il loro contributo alla discussione. Al termine della parte scientifica e divulgativa si è proceduto, con una breve e toccante cerimonia, ad intitolare la nuova aula multimediale al compianto dottor Antonino Longobardi, per anni figura di spicco dell’infermieristica fermana, di recente scomparso. Per ricordarlo è stato realizzato, nella sala che porterà il suo nome, un murale che campeggia su una parete della sala, opera dell’artista Simona Tesei.

«Ringrazio il Commissario straordinario Roberto Grinta – continua Rocchi – per aver consentito questa iniziativa e soprattutto per aver permesso la creazione di questo spazio di lavoro tecnologicamente avanzato a disposizione del Servizio professioni sanitarie, e per aver consentito l’intitolazione al nostro collega. Ringrazio inoltre i dirigenti del servizio tecnico, l’ingegner Alberto Franca, e del servizio acquisti e logistica, il dottor Fulvio Di Cicco, per il prezioso supporto. Grazie a tutti i collaboratori professionali e di segreteria per il costante e competente impegno quotidiano». Il commissario Grinta ha evidenziato «la costante attività di promozione e stimolo alla crescita delle professioni sanitarie portata avanti dal dottor Rocchi. Grazie a tutti gli infermieri dell’Ast Fermo per il continuo e professionale impegno. La loro presenza non è una costante solo in ambito sanitario, ma anche in quello culturale e sociale di tutta la comunità».


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