Lo scorso 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica, il prefetto di Fermo, Michele Rocchegiani, ha consegnato le onorificenze “al merito della Repubblica”, concesse dal presidente Sergio Mattarella ai cittadini del Fermano che si sono distinti nei rispettivi campi e settori professionali. Tra di loro anche il dottor Licio Livini, ex direttore dell’area vasta 4, che è stato insignito del titolo di cavaliere. Un riconoscimento che certo è stato accolto con grande soddisfazione dal diretto interessato: «Il conferimento del titolo – il commento del dottor Livini – mi riempie di orgoglio e sono fiero per quanto fatto nella mia vita professionale in cui mi sono preso cura delle persone. Il ringraziamento va alle istituzioni che mi sono state sempre vicine, a quelle persone che hanno tutta la mia stima e che mi hanno proposto per il riconoscimento, ma in primis alla mia splendida famiglia che ho avuto sempre al mio fianco».
Laureato in Medicina e Chirurgia, Licio Livini, annovera, come si legge nel testo stesso dell’onorificenza, «una lunga e proficua attività professionale nell’ambito della sanità pubblica ponendo sempre la massima cura e professionalità nello svolgimento delle molteplici funzioni ricoperte nel corso della carriera. Ha svolto il ruolo di responsabile del Progetto regionale di Ricerca finalizzata alla malattia dell’Alzheimer, oltre a ricoprire l’incarico di responsabile dell’Asur Area Vasta 4 per il programma di gestione e riduzione delle liste di attesa per le prestazioni ambulatoriali e anche per il Servizio Salute Regione Marche, sempre attento alle esigenze dei pazienti.
Come direttore del distretto Asur Area Vasta 4 di Fermo, ha portato avanti progetti sanitari di grande utilità per il territorio, come la riconversione di due ospedali periferici, l’istituzione di cinque case di salute e di due ospedali di comunità con cure intermedie mediante la trasformazione dei Pronto Soccorso in Punti di Primo intervento territoriale. Notevole – si legge – è stato il suo personale apporto durante il periodo del sisma del 2016 e durante la gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, dove ha lavorato instancabilmente con spiccato senso del dovere, divenendo punto di riferimento qualificato e affidabile per i cittadini e le altre istituzioni».
















