Per un centinaio di alunni delle scuole primarie e della scuola secondaria “Betti” la campanella dell’ultimo giorno di scuola non è suonata il 10 giugno: infatti, grazie al Poc Socialità, apprendimenti, accoglienza 10.2.2A-FdrPoc-Ma-2022-27 “La scuola insieme con competenza” le attività progettuali sono proseguite fino al 30 giugno.
Tante le proposte formative ed educative realizzate, con il coinvolgimento di professionalità interne ed esterne, al fine di offrire un servizio di qualità e attento all’inclusione.
Nel modulo “Digital education”, grazie alla dotazione multimediale della Bibliomediateca della scuola secondaria, l’esperta insegnante Giovanna Macchini ha coinvolto i bambini delle primarie con attività di coding, pensiero logico e linguaggio computazionale attraverso Scratch, la realizzazione di un codice di Cesare e giochi con indovinelli e robotica educativa.
La palestra della secondaria in via Salvo d’Acquisto ha ospitato il modulo “A tutto sport”: l’esperta Lara Verdecchia ha organizzato per i bambini delle classi prime, seconde e terze della scuola primaria un mondo di giochi, gare e attività motorie, per favorire la socializzazione, la conoscenza del corpo, la coordinazione e il movimento.
L’insegnante esperta Berna Capuani, attraverso roleplay, musica e attività di cooperative learning ha accompagnato gli alunni nell’uso della lingua inglese con la realizzazione di scambi comunicativi, per favorire l’apprendimento lessicale nella L2 e la condivisione di esperienze.
Giovedì sera è andata in scena “Historia de una gaviota y del gato que le enseñò a volar”, performance teatrale in lingua spagnola, basata sul romanzo di Luis Sepúlveda, realizzata dai ragazzi della secondaria e delle quarte e quinte delle scuole primarie, guidati dall’esperta madrelingua Javiera Castro Aste.
Ieri mattina lezione aperta alle famiglie del modulo “Teatro in villa”: i bambini delle scuole primarie, con la regia di Alicia Beatriz Barauskas, hanno inscenato una rappresentazione a partire da un foglio bianco sul quale hanno individuato personaggi, ruoli, battute, musiche, movimenti e scenografie animate.
Anche se le età e i plessi di provenienza erano diversi, gli alunni sono riusciti a socializzare accogliendo le peculiarità di ciascuno. Attraverso linguaggi differenti i bambini più grandi sono stati dei “tutor” per i più piccoli. Le attività realizzate hanno inoltre favorito lo sviluppo di autonomia e autostima.
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