«Un’altra edizione di Veregra Street si è chiusa e, come tutti gli anni, si susseguono commenti positivi e negativi sul festival. Quello che noi dell’opposizione di Montegranaro ci teniamo a sottolineare è una scelta di metodo che, prima di essere tale, getta le sue radici profonde in una mirata scelta politica, ovvero quella di gestire tutto all’interno delle mura comunali, senza affidare la direzione artistica a professionisti del settore, oltre alla riduzione dei fondi previsti per il festival».

La recente edizione di Veregra Street
Lo afferma, in una nota, il gruppo d’opposizione in Consiglio comunale “Avanti Montegranaro”, che aggiunge: «Quest’anno, per il nostro Veregra, doveva essere quello del riscatto dopo gli anni bui della pandemia da Covid; ma così non è stato. La 25esima edizione si conclude con pochi spettacoli, poca innovazione e soprattutto una scarsa organizzazione anche logistica degli eventi.
Secondo la nostra visione, sembra che il Festival invece di festeggiare le nozze d’argento abbia preferito fare un passo indietro e diventare una sagra di paese. Il Veregra invece, ci teniamo a ricordarlo , è un festival internazionale e ciò presuppone che lo standard qualitativo debba essere necessariamente elevato. Inoltre, essendo conosciuto anche al di fuori dei confini paesani, è impensabile che nei depliant stampati ad hoc per l’occasione non vi sia una mappa per capire dove siano collocati quei pochi spettacoli all’interno del paese. Un altro appunto che ci sentiamo in dovere di fare è quello riguardante gli orari delle esibizioni che spesso e volentieri erano in ritardo o a volte soppressi per mancanza di tempo. Singolare l’episodio di venerdì in cui tutti gli spettacoli sono stati spostati all’interno del teatro, senza un reale rischio di pioggia.
Il taglio artistico che è stato dato al Festival può essere più o meno discutibile, ma la cosa certa che emerge confrontandolo con quelli passati è la mancanza di esibizioni degne di nota. Noi montegranaresi – prosegue la nota – da sempre siamo stati abituati a vedere un festival pieno di gente e di artisti. Pensare che la domenica, l’ultimo giorno, non vi fosse neanche uno spettacolo alle 9 di sera, mette una certa malinconia di ricordi e di Veregra passati.
L’attenzione dell’Amministrazione – aggiunge il gruppo d’opposizione – anche stavolta era rivolta più nelle passerelle con amici sindaci di altri comuni, che nella reale attenzione all’evento. Al contrario va fatto un grande plauso alle associazioni per il loro enorme impegno ed agli organizzatori degli eventi collaterali, tra cui quelli di piazza Mazzini, che hanno attratto tantissimi giovani ed hanno davvero dato vita a questo festival. Per l’ennesima volta i privati devono riempire le mancanze di ciò che dovrebbe essere garantito dall’ente pubblico, essendo la vera forza attrattiva di questo Paese.
Forse questa Amministrazione dovrebbe ragionare sulle scelte politiche fatte ed insieme dovremmo iniziare a pensare come trasformare e dare nuova competitività ad un Festival che ormai sembra non esserlo più. Forse è necessario cambiare format e struttura per rilanciare quella che è la principale attrattiva del nostro paese, e che non può esser lasciata morire come quest’anno. Ci lasciamo – la conclusione – con l’augurio che si riesca a ripartire al meglio nella prossima edizione e si possa ritornare al format più congeniale per il Veregra».
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