«E’ stato un festival di assoluto livello e se per 22 anni la direzione artistica del “Veregra Street” è stata del responsabile del servizio cultura, è quantomeno curioso e molto singolare, leggere che quest’anno ci sarebbe stata una gestione politica del tutto. È accaduto semplicemente che la direzione del Festival è tornata in capo alla responsabile del Settore Cultura e Turismo, che ha sicuramente fatto un buon lavoro. Se fosse come sostiene la minoranza, allora, per oltre 20 anni ci sarebbe stata una gestione politica dell’evento. Prima falsa informazione facilmente smentita dai fatti». Inizia così la replica del sindaco di Montegranaro, Endrio Ubaldi, alle critiche arrivate dall’opposizione.
E giù le risposte, punto per punto: «Seconda inesattezza interessata è sul ruolo delle associazioni, che avrebbero sopperito a presunte mancanze. Niente di più menzognero. È vero esattamente il contrario. Si è valorizzato il ruolo delle stesse, così come degli studenti delle scuole medie e di molti artisti locali, che non finirò mai di ringraziare, che in piena sintonia con il vicesindaco con delega alla Cultura, hanno realizzato delle bellissime decorazioni ed insegne, arricchendo notevolmente il Festival e le diverse Locande. Terza bugia è quella relativa alla serata del venerdì. Ebbene, a fronte dell’allerta meteo ampiamente annunciata e delle forti piogge cadute fino alle 19;30 circa in tutto il territorio, penso che l’unico evento all’aperto che si è tenuto, sia stato proprio il nostro Festival. Già alle ore 13 nelle pagine social del Comune e del Festival avevamo anticipato che almeno 6 spettacoli si sarebbero svolti al Teatro in caso di maltempo. Ebbene, quella sera siamo riusciti a far svolgere molti spettacoli al Teatro strapieno ed in piazza Mazzini ed anche in largo Conti, con tanto di serata musicale per i giovani fino alle 3. Tutti sono stati ampiamente e preventivamente informati degli spostamenti ed inevitabili cambi d’orario. Il viceprefetto presente insieme ad altri due sindaci quella sera, si è complimentata con l’organizzazione, per la sollecitudine con la quale si è riusciti a gestire la situazione. Giova ricordare, infine, che nel libretto del Festival era presente la piantina del centro storico e degli 8 luoghi di svolgimento degli spettacoli, oltre ad un’applicazione che forniva il programma degli spettacoli, l’ubicazione degli stessi e la possibilità di esprimere anche il gradimento».
E le presunte passerelle di sindaci “amici”? «È veramente risibile – replica il primo cittadino – l’attacco pretestuoso ed infondato. Capisco che per chi sperava nel fallimento di questa edizione del Festival, vedere la grandissima partecipazione di pubblico e l’assoluto livello degli spettacoli, con le compagnie provenienti da 3 continenti diversi ed oltre 60 esibizioni con l’anteprima riuscitissima a Civitanova Marche, sia un duro colpo. Così come la presenza del presidente della Regione, del presidente della Provincia, di 5 consiglieri provinciali, di 10 sindaci a partire dai colleghi di Fermo e Civitanova Marche, oltre ai complimenti per l’eccellente gestione dell’ordine pubblico da parte dell’ex Questore di Fermo. Anziché essere orgogliosi che per una settimana l’evento più importante e partecipato a livello regionale si sia svolto a Montegranaro, per meri scopi politici di bassa bottega si preferisce dare un’immagine assolutamente distorta del Festival, solo per attaccare il sottoscritto e l’amministrazione comunale. Peccato che le immagini, i servizi televisivi e tutta la documentazione relativa sia al Festival che al Veregra Children dimostrano l’esatto contrario rispetto a quanto scritto dalla minoranza».
Finite le bordate all’opposizione, Ubaldi decide di chiudere con i toni pacati di chi rivolge dei “grazie”: «Rinnovo il più sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato con grande passione e determinazione per l’ottima riuscita della manifestazione, agli operatori economici per i maggiori contributi effettuati, che hanno consentito di aumentare il budget di spesa del Festival ed alla mia maggioranza, per aver avuto il coraggio di cambiare decisamente l’impostazione dell’evento».



















