“Sibillini-Europa Summer School”, ad Amandola si è conclusa la prima edizione

LA PRESIDENTE dell'Associazione Federica Cupelli: «Volevamo lasciare ai partecipanti non solo delle nozioni ma anche un’esperienza intensa, una rete di persone con interessi affini e un’anteprima di quanto il nostro territorio abbia da offrire». Le testimonianze di Andrea, Alisea e Matteo

Si è conclusa ad Amandola domenica 3 settembre la prima edizione della Sibillini-Europa Summer School, organizzata dall’Associazione Sibillini Europa. Preceduta da un messaggio di buon lavoro della Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, la scuola ha beneficiato del patrocinio della città di Amandola, della Commissione Europea a Roma, del Parlamento Europeo e dell’Anci oltre al partenariato accademico di Università di Macerata (Dipartimento di Giurisprudenza e Scuola Leopardi), Luiss Guido Carli di Roma (labGov e Ldis) e Fondazione Istituti Tecnici Superiori.

 

La scuola ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissata. «Volevamo lasciare ai partecipanti non solo delle nozioni ma anche un’esperienza intensa, una rete di persone con interessi affini e un’anteprima di quanto il nostro territorio abbia da offrire» ha dichiarato la presidente dell’Associazione Sibillini Europa Federica Cupelli. La scuola ha infatti offerto agli studenti contenuti di alta qualità sull’attualità europea e sulle sue principali sfide. Lo ha fatto portando ad Amandola accademici e professionisti riconosciuti nel loro settore e promuovendo numerose iniziative aperte al pubblico. I partecipanti e la cittadinanza hanno avuto la possibilità di confrontarsi con tre deputati europei che ricoprono ruoli di prestigio a Strasburgo (Fabio Massimo Castaldo, Beatrice Covassi e Salvatore De Meo) e di assistere ad un dibattito pubblico sul tema dell’informazione e della disinformazione con il giornalista Sky Roberto Tallei e l’accademica Costanza Hermanin.

 

La scuola ha fatto scoprire e apprezzare Amandola ed il territorio dei Monti Sibillini ad una platea di oltre quaranta partecipanti che in larga maggioranza provenivano da altre regioni ed anche ai numerosi docenti che hanno generosamente messo a disposizione il loro tempo per contribuire a questo progetto. La scuola ha beneficiato della presenza altamente simbolica e significativa di una studentessa e di uno studente ucraini, che hanno viaggiato a lungo per raggiungere Amandola e che hanno potuto avere accesso anche alle attività in italiano grazie al lavoro volontario di due interpreti.

 

Nei numerosi messaggi che gli studenti hanno mandato agli organizzatori nel lasciare Amandola i sentimenti prevalenti erano soddisfazione e riconoscenza per questa opportunità, indicando diversi punti di forza dell’iniziativa. Secondo Andrea, studente di Scienze Politiche alla Sapienza di Roma «l’esperienza amandolese è un chiaro esempio di come le realtà rurali possano e debbano ambire ad essere attori fondamentali nello sviluppo del senso di cittadinanza attiva dei giovani. Grazie per la possibilità di scoprire una gemma nascosta nei Sibillini».

Alisea, studentessa di sviluppo e cooperazione internazionale all’Alma Mater Studiorum di Bologna: «Grazie alla Summer School ho un’idea più chiara di quali siano i temi cruciali del nostro tempo ed è ancora più salda in me la convinzione che una Unione Europea sempre più unita sia fondamentale per permettere alla società di progredire verso un futuro desiderabile e sostenibile».

Per Matteo, studente di scienze politiche e relazioni internazionali all’Università di Macerata «la scuola è stata una delle esperienze più formative e piacevoli a cui io abbia mai partecipato; un’esperienza in grado di avvicinare l’Europa al territorio e che mi ha permesso di arrivare in Europa senza dover passare per le stanze di Bruxelles o Strasburgo».

Unica critica da parte degli studenti il troppo cibo ma la generosità, si sa, è tipica di queste zone.

 


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