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Qualità della vita del Fermano, male la sanità. Calcinaro: «Evidenziamo anche i dati positivi» ma sono pochi

REPORT - Il Fermano occupa il 104esimo posto nella classifica riguardo il "sistema salute". Non brilla in altri settori. Bene l'ambiente con il 16esimo posto. Calcinaro: «Qui non si vive male». Qualche risultato positivo c'è ma l'eccezione non crea statistica, la provincia di Fermo è ancora troppo indietro

 

di Alessandro Luzi

Il report della qualità della vita nel Fermano, pubblicato da Italiaoggi, in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, pone in evidenza tutte le carenze del nostro territorio. Già nel 2022, secondo la classifica del Sole24Ore, il quadro era tutt’altro che brillante. E quest’anno la situazione non è migliorata. Anzi, rispetto allo studio di Italiaoggi del 2022, la provincia di Fermo ha perso altre 6 posizioni ed è l’ultima delle Marche. Proprio come nel 2022. Gli indicatori vanno dall’ambiente alla sfera lavorativa, all’ambito economico. Il calcolo è basato anche sui dati relativi alla sicurezza, la ricchezza pro capite e il tempo libero.

A preoccupare di più sono gli indici della sanità. Per trovare la voce “Fermo” si fa prima a partire dal basso. Si trova infatti alla posizione 104 con un punteggio di 122,61. Hanno fatto peggio solo Nuoro, Oristano e Gorizia. Addirittura siamo scivolati di altre 6 posizioni. Il trend riguardo la sanità è allarmante. Siamo in fondo per sottodimensione posti letto in reparti specialistici e apparecchiature diagnostiche. Lo stesso per posti letto in terapia intensiva e terapia intensiva neonatale ogni 100mila abitanti. Non ci sono dati sugli acceleratori lineari e sulla gamma camere per 100mila abitanti. Ancora sotto tra le ultime 20 province italiane per quanto riguarda le apparecchiature per imaging a risonanza magnetica. 86esima casella per tomografi assiali computerizzati, sempre su un campione di 100mila abitanti. Insomma, c’è da incrociare le dita e sperare di stare sempre in forma. Il famoso detto “l’importante è la salute”, rivolto di solito a chi non attraversa un bel momento, può essere raccomandato ai cittadini fermani.

Non brillano gli indicatori della sulla sicurezza, dell’istruzione e dell’economia. Se infatti il tasso di occupazione maschile e femminile è dai primi 20 della classe, dall’altro lato sono ancora bassi i risultati riguardo le start-up innovative le imprese cessate ogni 100 ancora attive. Per gli altri settori, compreso “turismo e tempo libero” siamo sempre “lì nel mezzo” della classifica. L’unico dato a emergere è il sesto posto per la vendita dei veicoli elettrici che ci regala la top 20 sull’ambiente. Per il resto il Fermano colleziona dei punteggi senza infamia e senza lode, per un piazzamento a metà classifica scialbo e incolore. Certo, è una provincia relativamente giovane e va ancora costruita, ma non è questa la strada giusta. Anzi, negli ultimi anni gli indicatori hanno la freccia puntata verso il basso.

Il vicepresidente di Provincia e sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro non ci sta. «L’Istat indica la nostra provincia come quella con la qualità della vita migliore nelle Marche insieme a quella di Ancona – ha puntualizzato -. Il Sole24Ore certifica che è la terza migliore in Italia per vivere da over65, mentre per giovani e bambini siamo dignitosamente a metà classifica. Cittadinanzattiva premia Fermo come il terzo capoluogo in Italia con la Tari familiare più bassa. oggi ItaliaOggi colloca la provincia come ultima delle Marche per qualità della vita. A parte che il tutto mi pare piuttosto schizofrenico, ma vogliamo dare risalto anche ai più che dicono bene di questo territorio? Lo vogliamo pure dire che nella nostra terra non si vive affatto male?». Non si vivrà male, certo. Alla lista di Calcinaro aggiungiamo anche che secondo Italiaoggi siamo nella top 20 anche per disoccupazione maschile e femminile. Però a volte capita che le squadre di bassa classifica riescono a battere la capolista. Capita anche che uno sportivo mediocre esegue una giocata complicatissima dal punto di vista tecnico. Poi però non riesce più a ripeterla: allora la prova non è sufficiente per il salto di qualità. Per essere considerati forti, va aumentata la frequenza delle prestazioni di alto livello. Ecco, forse la politica locale è chiamata a lavorare per costruire un territorio in grado di procedere pari passo con i territori limitrofi. Invece ci stiamo allontanando. Ecco perché accontentarsi di qualche sporadico dato positivo non basta. Non è una fotografia rappresentativa del Fermano, sempre più distaccato dal nord dell’Italia.
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