di Matteo Malaspina
Dalle lacrime dopo la doppia reazione della squadra di domenica alla ”rabbia agonistica” fino alla difesa a spada tratta di Misuraca: ”Max il passionale” è tornato a Fermo e lancia la carica per la conquista della salvezza. «Ci credo e sono qui per dare una mano in questa situazione spiacevole. Tutti insieme per tifare e venirne fuori, anche perché non avrei accettato l’incarico se non avessi creduto in questo – dice il nuovo direttore sportivo della Fermana, Massimo Andreatini -. Ho trovato una squadra in difficoltà a livello psicologico che va a ripercuotersi sull’aspetto fisico e tecnico. L’unica cosa che posso dire è che questa ”depressione” si deve trasformare in rabbia agonistica e non si deve mollare di un centimetro. Se vogliamo far girare la ruota e la fortuna, dobbiamo volerlo veramente, sennò siamo capaci solo a dirlo. Si riparte da quello che di positivo c’è stato domenica, quando mi sono scese le lacrime dopo la doppia reazione ma che comunque non siamo stati in grado di trasformarla in punti. Certe situazioni le vivo passionalmente. Siamo a novembre e dobbiamo rimettere la barca dritta e puntare verso il porto».
Un discorso sullo stile di ”Ogni maledetta domenica”, dove bisogna lottare centimetro dopo centimetro, punto dopo punto. «Ora di punti ne abbiamo pochi ma mancano cinque partite per finire il girone di andata e tutto il girone di ritorno e non sono preoccupato. Anzi, sono quelle davanti a doversi preoccupare di noi perché se ci svegliamo poi è dura per tutti. La nostra fortuna è di avere un popolo che ci trascina Per farlo, però, i giocatori devono alzare l’attenzione e portare a casa anche un maledetto punto – continua Andreatini -. Mi aspetto che un giocatore che fin’ora ha dato il 40% possa dare il 100%. Oggi tutti sono sotto la lente di ingrandimento e tutti devono prendersi le proprie responsabilità. Mi auguro che i giocatori ne hanno coscienza e tutti prendiamo il nostro zainetto e andiamo a lavorare duro. Ogni partita per noi deve essere un’occasione per incrementare i punti che abbiamo».
Un passaggio anche sui tifosi che sabato mattina hanno avuto un confronto acceso con i calciatori dentro lo spogliatoio, durante la rifinitura del match contro l’Arezzo: «È normale che in una piazza come questa il tifoso si esprima a suo modo. È una reazione che non puoi controllare nei modi però penso che ci sia stato un confronto chiaro e netto senza che nessuno sia stato minacciato».
Una captatio benevolenza verso i tifosi che domenica non hanno preso bene il gesto di Gianvito Misuraca sul 2-2, quando si è portato il dito davanti alla bocca e si è rivolto verso la tribuna. «Una situazione sgradevole» dice il ds che però è pronto a prendere le difese del centrocampista gialloblu: «È stato un gesto di reazione dato da uno stato d’animo particolare e ha chiesto scusa. Ho bisogno di 30 giocatori caratteriali così, con il sangue nelle vene. Per uscire da questa situazione bisogna avere le palle e di gente come Misuraca ne abbiamo bisogno come il pane in questo momento»
Scuse ribadite anche dal giocatore che aggiunge: «Continuerò ad essere quello che sono in campo e fuori, mettendoci tutto me stesso ed onorando quella che è la maglia. Il motivo del nervosismo è dovuto al fatto che i risultati non vengono e le prestazioni non solo quelle che vorremmo fare. C’è chi si sente più responsabile e spesso, sbagliando, sfocia nel nervosismo»
Intanto, il dg Galassi ha confermato che a Misuraca è stata comminata una multa. Cosa che il giocatore ha preferito rispetto alla sospensione «perché ha voluto rimanere a disposizione e si è messo le mani nelle tasche».
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