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L’arte al femminile protagonista a Fermo: restaurata la “Madonna in gloria fra San Romualdo e Santa Scolastica” di Lucia Ricci

FERMO - Grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0 e Fondaco, e al restauro effettuato da Francesca Ascenzi, l’opera è di nuovo a Palazzo dei Priori. Proveniente dal monastero “San Giuliano”, ora è visitabile nella Sala del Seicento, in attesa di tornare alla sua collocazione originaria, nella Sala Gialla, a maggio, al termine della mostra dedicata a Giuseppe Pende e Antonio Ligabue

Paolo Calcinaro , Francesca Ascenzi (restauratrice) , Meri Marziali, Enrico Quarello, dirigente Coop Alleanza 3.0

di Silvia Ilari

È tornata al suo antico splendore la pala d’altare settecentesca “Madonna in gloria fra San Romualdo e Santa Scolastica”. Grazie al sostegno di Coop Alleanza 3.0 e Fondaco, e al restauro effettuato da Francesca Ascenzi, l’opera è di nuovo a Palazzo dei Priori. Proveniente dal monastero “San Giuliano”, ora è visitabile nella Sala del Seicento, in attesa di tornare alla sua collocazione originaria, nella Sala Gialla, a maggio, al termine della mostra dedicata a Giuseppe Pende e Antonio Ligabue. 

Il quadro restaurato

Quattordicimila preferenze espresse dai soci e consumatori di Coop Alleanza 3.0 avevano portato lo scorso maggio, grazie all’iniziativa “Opera tua”, alla scelta della pala di Lucia Ricci come opera meritevole di recupero. Un’edizione particolare quella del 2023, perché dedicata ai tesori realizzati da artiste che, nei secoli, hanno dipinto, scolpito e si sono espresse attraverso le loro capacità in epoche storiche in cui erano gli uomini a farla da padrone, in particolare nella produzione artistica. 

Non perché non esistessero artiste donne, ma perché per l’appunto «poco valorizzate» come ha sottolineato stamattina in conferenza stampa, a Palazzo dei Priori, l’assessora comunale alle Politiche e Beni culturali Micol Lanzidei: «Nel tempo le donne hanno subìto sempre una grossa penalizzazione, sia nel veder riconosciuto il talento e patrimonio artistico, sia nella narrazione. Quest’attività ci aiuta a recuperare la dignità di questi talenti. Come Comune lavoriamo molto per restituire al pubblico e promuovere, ma anche conservare, quest’arte. Conservare è oggi più semplice grazie a opportunità di questo tipo, nate da un incontro tra pubblico e privato. Faccio un plauso al progetto che ha una forte incidenza anche sul piano sociale, perché l’arte non è solo diffondere bellezza, ma può arrivare alle coscienze e far riflettere» ha affermato.

A farle eco Meri Marziali, consigliera di amministrazione di Coop Alleanza 3.0, oltre che sindaco di Monterubbiano: «In questo caso abbiamo voluto coniugare l’opera di un’artista con il lavoro di una restauratrice donna (Francesca Ascenzi ndr). Voglio sottolineare l’attenzione della cooperativa nello sviluppo del territorio e a reinvestire le risorse all’interno delle aree in cui Coop è presente. L’1% delle risorse provenienti dai prodotti a marchio viene reinvestito nel recupero di opere d’arte. Coop non è solo grande distribuzione, ma anche una realtà che unisce l’aspetto etico a quello sociale. La sinergia con Fondaco – che supporta il patrimonio artistico nazionale – è molto importante e ci aiuta a dare vita a progetti di questo tipo». 

La restauratrice durante il suo lavoro ha scoperto che il quadro era stato vandalizzato

Soddisfazione è stata espressa anche da Enrico Quarello, direttore di Coop Alleanza 3.0 che ha voluto portare il suo saluto e ringraziare i soci. Come Marziali, anche Francesca Giagni, funzionaria dei Musei di Fermo, ha evidenziato il ruolo di primo piano delle collaborazioni tra pubblico e privato: «Non è la prima volta che veniamo abbinati a Coop e Fondaco: queste partnership sono fondamentali per crescere. Da tecnico, auspico che durino nel tempo». 

A spiegare nel dettaglio il lavoro svolto è stata Francesca Ascenzi, incaricata del restauro: «Da diverso tempo collaboro con il Comune di Fermo. Sin da subito ho proposto l’idea del restauro a vista, aperto al pubblico, anziché in laboratorio. Questo crea curiosità nei visitatori e ho subito trovato appoggio nell’amministrazione comunale e in Coop Alleanza 3.0 su questo punto. Nel dettaglio, il consolidamento dell’opera è partito dal retro, eseguendo poi una fase di pulitura delicata. Sono stati utilizzati colori appositi per il restauro, perché tutti i colori devono essere reversibili, nell’eventualità di restauri futuri. Ho effettuato un restauro conservativo, lavorando anche sulla cornice a foglia d’oro che richiede una grande attenzione perché un solo respiro durante il restauro può rovinarla. Per questo ho lavorato con la mascherina». 

Molto apprezzato il restauro a vista da parte del sindaco Paolo Calcinaro che ha visto l’opera letteralmente «rifiorire. Questo ha reso il museo vivo, sta diventando una tradizione arricchente. Così come lo è la volontà di Coop Alleanza 3.0 di riportare l’opera sul territorio, un vero traino per accrescere la forza attrattiva della città che vuole diventare un punto di riferimento turistico regionale». 

La restauratrice Francesca Ascenzi descrive il lavoro fatto


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