
Pierino e il lupo: a sinistra le prove, a destra Mirco Abbruzzetti e l’Ensemble Melange d’ages
La più conosciuta fiaba musicale, scritta da Sergej Prokofiev, viene riproposta in versione marchigiana per un insolito viaggio nella musica classica, adatto a un pubblico di tutte le età. Degrado postmezzadrile, popolare pagina social, presenta lo spettacolo Pierino e il lupo, con la voce recitante di Mirco Abbruzzetti e l’Ensemble Melange d’ages. La prima assoluta è in programma sabato 20 aprile, alle 21.15, al teatro La Perla di Montegranaro.
Dopo i sold out nei teatri di tutte le Marche con “Essere postmezzadri” e “Sono fatto lu virus”, il terzo spettacolo targato DPM vira verso un’autentica “missione culturale”: riscrivere un grande classico, in cui si sono cimentati attori e musicisti di assoluto livello, in una versione più scanzonata e dialettale.
«L’idea di elaborare una nostra versione di Pierino e il lupo ci è stata proposta dai musicisti dell’Ensemble Melange d’ages (il nome non inganni, tutti marchigiani anche loro) – raccontano gli autori di Degrado Postmezzadrile – La proposta ci è sembrata subito stuzzicante, in un certo senso sacrilega. Noi, cantori del degrado e “de lo grezzo”, alle prese con la bellezza della musica classica, per giunta col candore di una fiaba musicale per l’infanzia. C’erano più contrasti che in una ricetta di Masterchef! Ma i contrasti sono affascinanti, la bellezza nasce spesso dallo stupore, quando arriva inattesa. Per questo abbiamo accettato. Composto il testo, serviva una voce. Dato che Mirco Abbruzzetti sta a Degrado come Battisti stava a Mogol ed è stato protagonista dei nostri precedenti spettacoli, non abbiamo avuto dubbi sulla scelta. E Mirco, come sempre, è stato spettacolare».
Sul palcoscenico, con la partecipazione di ben 7 musicisti, sarà raccontata quindi la storia di Pierino e il lupo, in cui ogni personaggio parla e si muove attraverso la voce di uno strumento. Ma al pubblico sarà proposta una riflessione a 360 gradi, da Mozart a Verdi, da Bizet a Rossini, cercando di dimostrare quanto la musica classica risuoni intorno e dentro tutti noi, molto più spesso di quanto sembri. Sembra una roba complicata, ma in realtà si ride molto.
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