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Neri Marcorè con il suo “Zamora” al Multiplex Super8: «Felice di presentarlo anche nelle mie zone» (Videointervista)

FERMO - Questa sera, l'attore elpidiense ha partecipato alla proiezione del suo primo film da regista (che lo vede sul grande schermo anche come attore). «Se penso a un nuovo film da regista? Ora godiamoci il presente di Zamora. In futuro valuterò nuove storie da raccontare»
Videointervista a Neri Marcoré che presenta il suo

Neri Marcorè

di Antonietta Vitali

Debutto, dietro la macchina da presa, di Neri Marcorè che, questa sera, al Multiplex Super8 di Campiglione di Fermo, ha presentato il suo primo film, appunto, da regista: “Zamora”. L’attore elpidiense, presentato al pubblico, in una sala gremita, da Simona Ripari, nella sua “prima”, interpreta anche il ruolo di un ex portiere, Giorgio Cavazzoni. E passa ad allenare Walter Vismara (interpretato da Alberto Paradossi), un impiegato che per compiacere un suo superiore appassionato di calcio, si finge portiere nell’annuale partita dei dipendenti. Un Marcorè concentrato sulla sua creatura. Non una parola, nell’intervista, sulle polemiche ruotate attorno al suo nome sulla mancata conferma alla guida della direzione artistica del Teatro delle Api della sua città, Porto Sant’Elpidio, né tantomeno sulla mancata proiezione del film nella sua città anche se, sulla prima questione, sembra di capire che l’attore, dopo la mancata conferma (per un incarico comunque impegnativo), si sia concentrato, con rinnovato slancio, sui suoi progetti lavorativi. Insomma un incarico in meno comporta avere la possibilità di avere più tempo per altro. Mentre la seconda questione, quella della mancata proiezione a Porto Sant’Elpidio, sarebbe legata ai criteri di distribuzione, nelle sale, del suo film (con la 01 Distribution). Dunque nulla a che vedere con l’attore né con tantomeno con il film.

Ma torniamo al film: «Vismara si dichiara portiere perché è la prima risposta che gli viene in mente e perché è l’unico ruolo che conosce di uno sport che non apprezza. Viene anche preso di mira dall’antagonista, sia in amore che in campo, Herbert Gusperti (interpretato da Walter Leonardi). Il calcio non è il protagonista di questa storia ma è sullo sfondo. In verità si tratta di una storia di formazione. Vismara è un 30enne che non si è aperto alla vita e si trincera dietro la sua professione di ragioniere che non gli dà scosse ma nemmeno brutte sorprese. Ma come spesso capita, è la vita che chiama – racconta Marcorè – a tirare fuori il meglio e il peggio di sé. Lui tirerà fuori entrambi. E alla fine del suo percorso, troveremo in Vismara sicuramente una persona più aperta al mondo, una persona migliore».

Cameo per il giornalista Marino Bartoletti: «Mi piaceva che ci fosse anche questo “colore” particolare. Piuttosto che chiamare un attore qualsiasi, ho preferito chiamare a raccolta lui e qualche altro amico. Penso ad Ale e Franz, Giacomo Poretti, Giovanni Storti. E’ stata una bellissima avventura, abbiamo lavorato bene dalla base della sceneggiatura al casting, ai sopralluoghi, alle riprese e al montaggio. Sono molto soddisfatto di questo lavoro».

Prematuro pensare a un secondo film da regista? «Ora ci godiamo il presente di Zamora che – rimarca Marcorè – vive molto di passaparola perché chiunque lo vede, ne resta positivamente sorpreso. E’ un film rotondo, che ha una sua grazia e una bella storia. Riporto anche le impressioni che mi giungono quotidianamente. E’ un film che potrebbe avere un lungo corso. Sta facendo la sua strada e sono felice di averlo potuto presentare anche qui nelle mie zone, dopo averlo fatto in tanti altri posti d’Italia. Ora mi godo il presente. Poi, quando sarà finito l’arco di Zamora che avrà un’altra vita in televisione, quando passerà appunto anche in tv, valuterò le nuove opportunità. Vedrò nuove storie da raccontare».

Neri Marcorè, dopo la proiezione del film, si è prestato alle domande del pubblico, quesiti tra i più svariati ai quali l’attore non si è sottratto. Poi l’invito a puntare sempre più sulla Film Commission regionale poiché quello, il suo campo, il cinema, porta un notevole indotto su tutti i fronti. “Zamora” è stato girato in Piemonte con pochissime esterne che caratterizzano Milano, girate dunque in Lombardia. La scelta è ricaduta sul Piemonte perché la Film Commission piemontese lavorerebbe molto bene. E mentre si girava “Zamora” vi erano ben altre sette produzioni in corso nella regione. Il suo augurio, dunque, è che la Film Commission marchigiana possa fare un buon lavoro perché il cinema porta un notevole indotto dal punto di vista turistico, come pure rappresenta un valore aggiunto anche per strutture ricettive e pubblici esercizi.


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