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Taglio delle tamerici, il comitato insorge: «Valutiamo tutte le azioni, se necessario anche quella legale»

PORTO SAN GIORGIO - Promette ancora battaglia il comitato a cui fanno riferimento diverse associazioni ambientaliste e non solo guidato da Luca Romanelli. Questa mattina, inaspettatamente tanto per l'opposizione in Consiglio quanto per gli stessi ambientalisti che hanno chiesto a più riprese, senza esito, di conoscere le mosse dell'Amministrazione Vesprini rispetto al futuro delle essenze arboree al centro di uno scontro politico ormai da mesi, sono iniziate le opere di capitozzatura delle 58 tamerici posizionate sul lungomare Gramsci, nel tratto oggetto di riqualificazione grazie ai fondi del Pnrr.

Promette ancora battaglia il comitato a cui fanno riferimento diverse associazioni ambientaliste e non solo guidato da Luca Romanelli. Questa mattina, inaspettatamente tanto per l’opposizione in Consiglio quanto per gli stessi ambientalisti che hanno chiesto a più riprese, senza esito, di conoscere le mosse dell’Amministrazione Vesprini rispetto al futuro delle essenze arboree al centro di uno scontro politico ormai da mesi, sono iniziate le opere di capitozzatura delle 58 tamerici posizionate sul lungomare Gramsci, nel tratto oggetto di riqualificazione grazie ai fondi del Pnrr intercettati dalla passata Amministrazione Loira. E la protesta è esplosa, anche nei social, dove scorrono le foto delle piante potate ed i video dei lavori che hanno finito per attirare la curiosità di tanti.

Materiale, soprattutto quello fotografico, che il comitato sta raccogliendo per valutare se sussistano o meno i presupposti di un intervento di natura legale per tentare di bloccare il taglio, peraltro ormai prossimo, e lo spostamento di queste piante come più volte prospettato dall’esecutivo. Per ora non sarebbero previste manifestazioni di protesta eclatanti, ma è evidente che la situazione, ancora in divenire, potrebbe lasciare spazio ad altre iniziative più clamorose da parte degli ambientalisti. «Nel silenzio totale, in assenza di una qualsiasi comunicazione da parte del Comune, assistiamo a questo intervento di capitozzatura delle piante a nostro giudizio inopportuna perché effettuata mentre sono nel pieno del loro germoglio e a ridosso dell’estate» tuona Romanelli critico verso quella che definisce «opacità dell’azione amministrativa». Scettico, il comitato, anche rispetto all’ipotesi trasferimento. Una trentina di piante pare infatti essere destinata a “traslocare” in piazza XXV Aprile. «Chi ci assicura che attecchiranno? -chiede ancora Romanelli- magari invece moriranno trasformando il lungomare in una landa deserta ed infuocata con qualche arbusto nuovo posto a dimora nei giorni scorsi e che avrà bisogno di anni prima di offrire un pò di ombra». In queste ore gli ambientalisti stanno cercando conferme sulle effettive intenzioni di questa operazione ancora in corso. «Non si capisce se sia propedeutico al taglio o all’espianto -chiosa Romanelli- ci sono procedure ben definite da seguire se si svuole procedere con il trapianto. Resta comunque la nostra contrarietà all’abbattimento e monitoreremo ogni passo».

Sandro Renzi


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