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Lo stravotato Ricci porta l’aria di un nuovo “assetto” nel Pd del Fermano ma c’è chi è pronto a giocarsi la carta Laureti

L'ANALISI post elezioni europee, l'elezione del sindaco di Pesaro, Matteo Ricci rafforza i suoi sostenitori nel Fermano. Ma gli ambienti vicini alla segreteria provinciale pronti a giocarsi la carta Laureti

Il coordinamento fermano per Matteo Ricci

Alla luce dei risultati del voto alle Europee, se nel centrodestra tutto appare di facile lettura con Fdi che la fa da padrone con preferenze per la Meloni, Ciccioli e Privitera, nel centrosinistra, ed in particolare nel Pd, i segnali da cogliere sono molti e senz’altro più variegati.
Innanzitutto c’è la roboante vittoria di Matteo Ricci, più di 50 mila preferenze nelle sole Marche e più di 100 mila in totale, considerato dal gruppo dirigente regionale come il “leader della minoranza”, a cambiare le carte in tavola.
Se i giochi di partito, compresa la concomitanza con il congresso nazionale, hanno portato Ricci ed i suoi ad essere minoranza al congresso regionale del Pd delle Marche, oggi gli stessi possono rivendicare, a suon di voti, di essere stragrande maggioranza nel mondo reale degli elettori, e di questo si deve giocoforza tenere conto. Bisognerà tenerne conto anche a Fermo, dove l’attuale segreteria provinciale, che fu eletta in un congresso unitario, dopo il congresso regionale non ha certo steso tappeti rossi per la minoranza ricciana. Alla luce dei risultati alle amministrative non positivi, con una gestione ondivaga ad Amandola, dove il Pd ha un esponente in maggioranza e uno all’opposizione, e soprattutto con la sconfitta cocente nell’ultimo baluardo del Pd, Monte Urano, è facile prevedere quello che si dice in gergo politico un “chiarimento franco” tra le diverse anime.

Nel Fermano i fedelissimi storici di Ricci, nonché Agostiniani (asse con Luciano Agostini) sono Paolo Nicolai e Fabiano Alessandrini, che hanno sempre mantenuto la loro posizione anche quando la strada sembrava difficile. Con loro, Patrizia Canzonetta, coordinatrice nel Fermano per Ricci, da Porto Sant’Elpidio, Stefano Pompozzi, da qualche mese in quota Autonomie locali di Ricci, e Barbara Toce a Pedaso. Cesetti, che pure fa parte di questo gruppo, in queste elezioni ha scelto una strada autonoma. Alessandrini, a Sant’Elpidio a Mare, può vantare per Ricci un risultato superiore di tre volte e mezzo rispetto alla Morani, così come di tre volte superiore è il risultato conseguito a Porto Sant’Elpidio dalla Canzonetta, a Fermo da Nicolai (e da Rosalba Ortenzi) ed a Pedaso dalla Toce. Pompozzi fa vincere Ricci a Servigliano, vincendo il derby con il senatore Verducci “sponsor” di Franchi.
In altri Comuni, come Porto San Giorgio e Montegranaro, pur vincendo Ricci, gli esponenti locali hanno preferito distinguersi su altre candidature, anche extra regionali, come Zingaretti. Le presenze ad Ancona, alla conferenza stampa della vittoria di Ricci, di Alessandrini, Canzonetta e Toce (Nicolai sembra assente per lavoro e Pompozzi presente ma non in foto), la dicono lunga sui nuovi rapporti di forza del dopo voto. E non è affatto da escludere, a questo punto, un confronto serrato, (o, se si preferisce, “chiarimento franco”) all’interno del Pd del Fermano, a partire da quei Comuni dove i dem si aspettavano una risposta ben più corposa. D’altro canto la lettura che danno negli ambienti vicini alla segreteria provinciale è che proprio il segretario Luca Piermartiri si rafforzerebbe anche a seguito di quello che considerano un rafforzamento post-elettorale della Schlein e dell’elezione della Laureti che, seppur umbra, nutre da sempre la simpatia politica del segretario dem del Fermano. Insomma letture che divergono in casa Pd e sulle quali non è difficile prevedere un confronto.

g.f.


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