Sgombero del Palas, l’Asd Sangiorgio ricorre al Tar e punta l’indice su spiegamento di forze e costi per il Comune

PORTO SAN GIORGIO - Ancora un ricorso al Tar. Nel mirino ancora il Palas. A promuoverlo questa volta l'Asd Sangiorgio che ha attenuto in poche ore, il 21 agosto, dai giudici amministrativi «il differimento del termine per l’esecuzione dello sgombero del Palasport comunale, che viene dilazionato di tre giorni liberi (e quindi fino a tutto sabato 24 agosto 2024)».

Ancora un ricorso al Tar. Nel mirino ancora il Palas. A promuoverlo questa volta l’Asd Sangiorgio che ha attenuto in poche ore, il 21 agosto, dai giudici amministrativi «il differimento del termine per l’esecuzione dello sgombero del Palasport comunale, che viene dilazionato di tre giorni liberi (e quindi fino a tutto domani), con possibilità della società ricorrente di accedere all’impianto e di ritirare i beni di proprietà, previa redazione dell’inventario». In buona sostanza il gestore uscente avrà a disposizione fino a domani per restituire la struttura al Comune rivierasco.

Nella sostanza poco cambia, ovvero il Palas deve tornare nelle mani dell’ente di via Veneto come ha stabilito lo stesso Tar ribadendo in prima battuta la scadenza del 20 agosto, la stessa già stabilita dagli uffici comunali. Salvo poi concedere tre giorni. La querelle, dunque, va avanti incurante del caldo agostano e sono ben tre i provvedimenti cautelari monocratici emessi in circa una settimana dal tribunale amministrativo delle Marche. Così il difensore della Asd Sangiorgio, l’avv. Mattia Grassani, esperto di diritto sportivo, intervenendo nel merito della vicenda e usando anche un pò di ironia. «Mai mi ero occupato di palazzetti dello sport nella regione Marche, mentre in Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio sì. E’ stata un’esperienza sorprendente perché, nel caso di Porto San Giorgio, ho riscontrato, da parte dell’Amministrazione comunale, un’attenzione ed impiego di risorse nei confronti del Palasport locale davvero unica. Credo che non tutti gli impianti delle ultime Olimpiadi parigine siano stati preservati dalla Municipalità in questo modo. Ma quanto personale e quanta disponibilità economica ha da destinare ai propri beni questo Comune modello? Se in Italia ogni struttura pubblica ricevesse gli investimenti, organizzativi, logistici e legali di quanto accaduto a Porto San Giorgio, saremmo lo Stato primo al mondo in termini di redditività della cosa pubblica. Va dato atto al Presidente del Tar Marche, Dott. Giuseppe Daniele, che non conosco, di avere garantito la legalità nella vicenda in esame, intervenendo sempre, anche nella settimana di Ferragosto, e senza indugio, a tutela dei diritti della collettività per come si lamentavano violati».

L’avvocato Mattia Grassani

La querelle relativa al palazzetto dello sport di Porto San Giorgio ha origini relativamente lontane. Le ha ripercorse in queste ore la stessa società che ha gestito l’impianto fino a giugno scorso in forza di una aggiudicazione per dodici mesi con possibilità di ripetizione per una seconda stagione sportiva. Nel mezzo le ipotesi progettuali per la riqualificazione dell’immobile sotto il profilo dell’efficientamento energetico a cui sta lavorando il Comune.

«Del tutto inaspettatamente, viste anche le parole rassicuranti proferite dal Comune alla Asd, ed in assenza di alcuna riqualificazione energetica, il 28 giugno veniva comunicato alla Sangiorgio che la gestione sarebbe terminata due giorni dopo. Il Comune di Porto San Giorgio, quindi, si determinava ad avviare una nuova procedura per la concessione del Palasport, intimando il 2 agosto alla Asd Sangiorgio il rilascio della struttura entro il successivo giorno 20» scrive la società. Per la società Asd Città di Falconara, che non ha partecipato al bando, gli atti del Comune tuttavia sarebbero «illegittimi» da qui la decisione di presentare un ricorso al Tar che ha accolto l’istanza e disposto la sospensione dell’esecuzione degli atti impugnati. Il successivo 20 agosto, Comune e Yuasa Battery Grottazzolina, chiedono però al Presidente del Tar Marche di pronunciarsi nuovamente e di fatto il tribunale ribadisce la sospensione dei provvedimenti del Comune relativi al possibile nuovo affidamento (rigettando quindi le richieste delle istanti) revocando però il proprio provvedimento del 13 agosto solo in relazione alla riconsegna dei locali da parte del precedente gestore.
Immediatamente, quindi, il Comune, lo stesso 20 agosto, intimava alla Asd Sangiorgio il rilascio del bene fissando per il 21 la riconsegna delle chiavi in loco libero da cose appartenenti alla società. Accertata l’impossibilità di eseguire lo sgombero in una giornata la Asd ha così inoltrato un ricorso al Tar ottenendo una dilazione dei tempi.

«Alle ore 10 del 21 agosto, quindi, si presentavano, presso il PalaSavelli dipendenti e dirigenti del Comune (erano presenti per il Comune ben otto persone, compresi due agenti di polizia municipale). Alla richiesta di attendere il provvedimento del Tar, il Comune opponeva un netto rifiuto e si provvedeva quindi, alla redazione dell’inventario dei beni in proprietà della Asd, sino alle 13.30 circa». Spiegamento di forze, energie e quindi costi a carico del Comune per le operazioni di sgombro che i vertici della Asd criticano sostenendo che l’ultima pronuncia del Tar indirettamente boccerebbe, secondo la società stessa, questo modus operandi. Ora non resta che aspettare la discussione nel merito del primo ricorso prevista per il 4 settembre.


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